GOVERNO MELONI: ABUSO D’UFFICO CANCELLATO

DI GIOACCHINO MUSUMECI

Gioacchino Musumeci

 

La prevenzione dei reati contro la pubblica amministrazione non è mai stata la forza del Cdx e men che meno di Fratelli d’Italia che del suo partito vede cadere la testa di Aniello Donnarumma arrestato per corruzione dopo complesse operazioni di indagine o forse per attività di complottisti delle forze dell’ordine che si adoperano per far cadere il governo.
Cosa dirà Giorgia Meloni intorno alla notizia che conferma la qualità aurea della sua classe dirigente: “Non posso sapere cosa facciano tutti gli eletti di FDI…” Giusto. Però Meloni me lo lasci dire: “anche quando sa non fa più di tanto per garantire che l’onore sia tra i primi requisiti del camerata al governo…Tant’è che Daniela Santanché e Sgarbi, stanno ancora al loro posto” e ciao.
A parte questo, dato che i parlamentari del Movimento 5 stelle hanno impedito che una manina morta inserisse un emendamento favorevole a impiegare nei comuni condannati per reati contro la pubblica amministrazione e corruzione, ecco che arriva il ministro Nordio e come annunciato qualche mese fa, cancella il reato d’abuso d’ufficio, ciò contro ogni aspettativa della UE che invece raccomandava di non cancellarlo.
Oltre la maggioranza ha contribuito alla cancellazione Italia viva, famoso assembramento di europeisti garanti dei corrotti.
Ma cos’è il reato d’abuso d’ufficio? Qualcosa che Chiara Ferragni, persecutrice mediatica di giovani e adulti obbligati ad acquistare pandori, non ha ancora commesso. Ma vedrete, presto avverrà anche questo.
Ironia a parte, il reato si verifica quando il pubblico ufficiale o l’incaricato del pubblico servizio “intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto”. Se “altri” sono avversari politici, il godimento è estremo perché servire onorevolmente il Paese comporta danneggiare gli avversari, i quali non fanno parte di un altro paese danneggiabile. Il reato era, uso l’ imperfetto poiché il reato presto passerà alla storia, punito con la reclusione da uno a quattro anni.
Dato che i contorni normativi dell’abuso d’ufficio sono fumosi, questo si può dire, il governo ha pensato bene di cancellare il reato piuttosto che stabilire un perimetro che identifichi chiaramente l’illecito. Il ministro Nordio tiene giustamente conto delle proteste di amministratori regionali e comunali che temono denunce per abuso d’ufficio ogni qualvolta una decisione sia discrezionale. Tuttavia non so dire se la cancellazione del reato in concomitanza ai denari, se pure pochi, che arrivano dai fondi per il PNRR, dipenda dal fatto casuale che gli amministratori di 15 regioni nel territorio siano del Cdx. E credo che non lo scopriremo perché se il reato non esiste si può imbrogliare elegantemente e senza suscitare sospetti. Chiudo con una notizia molto rassicurante per i cittadini in lite contributiva con l’Agenzia delle Entrate. il governo ha deciso che dal 24 gennaio 2024 i contribuenti non potranno usufruire dell’ “acquiescenza”, istituto che permetteva di accettare un provvedimento sanzionatorio o risolvere una lite contributiva col versamento di un terzo del ventato credito. Ciò in totale contrasto con l’Art. 19 della legge 111/2023 in cui si contempla la necessità di interventi deflattivi del contenzioso tributario in tutti i gradi di giudizio. Da ora in avanti se va bene, si pagherà dal 40 al 60% dell’ammontare complessivo. Auguri!
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