TANTO TUONO’ CHE NON PIOVVE

CLAUDIO KHALED SER

 

L’attacco dell’ Iran allo stato ebraico é stato sicuramente più dimostrativo che efficace.
Militarmente ha dimostrato che Israele ha un sistema difensivo di alto livello, dato che quasi tutti i missili e droni lanciati non sono giunti a destinazione.
Ha dimostrato altresì che gli alleati, Usa e GB, fanno il loro dovere, intercettando i missili ancor prima che arrivino sul cielo israeliano.
Ha poi dimostrato che la “guerra convenzionale” non serve a niente, se vuoi colpire Israele devi usare altri metodi molto meno prevedibili di quelli usati ieri sera.
L’ Iran si é assunto il ruolo di “primo nemico” dello stato ebraico, raccogliendo intorno a sé qualche consenso (Qatar e Yemen) e molte defezioni tra le quali spicca la Giordania stranamente alleata di Tel Aviv nel respingere gli attacchi iraniani.
Nonostante le fasulle dichiarazioni di Teheran, quella iraniana é stata una sconfitta sia politica che militare.
Da sempre gli stati arabi sono divisi sul “dossier israeliano”, c’é chi lo riconosce, chi lo rifiuta, chi ci fa affari e chi lo ignora.
Anche davanti al massacro di Gaza, tanti strilli ma nessun intervento concreto.
Teheran ha capito che é sola e che la presenza al suo fianco di Houti e Hezbollah non serve a molto, anzi a quasi niente.
Per questo si é affrettata a ritenere “conclusa” la risposta al vile attacco di Damasco.
La pensa nello stesso modo anche israele?
Lo stato ebraico é arrogante e vendicativo, difficilmente la farà passare liscia, ma gli alleati potrebbero costringerlo a far finta di niente perché in fondo c’é stato “tanto rumore per nulla” e continuare sulla strada delle ritorsioni potrebbe innescare derive pericolose.
Ma ascolteranno?