«OPERAZIONE DIMOSTRATIVA» CHE CONTINUERA’ NELLE PROSSIME SETTIMANE

DI ENNIO REMONDINO

 

Dalla redazione di REMOCONTRO –

«Gli attacchi alla navigazione nel Mar Rosso stanno mettendo in discussione una delle unità di misura della potenza dell’America, forse la più importante: la protezione delle rotte marittime», afferma Federico Petroni su Limes. «Operazione dimostrativa, quasi cosmetica. Di certo non risolutiva, anzi inserita in una dinamica di escalation che facilmente continuerà a salire nelle prossime settimane».

L’Escalation

Gli attacchi Houthi sono stati finora 27. Il 18 dicembre gli Stati Uniti lanciano l’operazione ‘Prosperity Guardian’ con altri 19 paesi. Il 31 gli elicotteri statunitensi affondano tre barche degli huuthi che tentano un abbordaggio, uccidendo dieci miliziani.

La forza esibita

Le Forze armate statunitensi hanno esibito tutta la loro potenza di fuoco. «Velivoli dalla portaerei Eisenhower e dalle basi limitrofe; missili lanciati dalle navi; missili lanciati da un sottomarino, lo USS Florida, addirittura identificato per nome, fatto relativamente inconsueto vista la segretezza di questi vascelli. Chiaro il messaggio di poter fare molto di più».

Negoziato a mano armata

Negoziato condotto a mano armata, la efficace definizione di Petroni. Con l’amministrazione Biden conscia di  poter radicare gli houthi bombardando da lontano o finanziando altre forze yemenite. Non funziona in Ucraina e di ‘stivali statunitensi sul terreno’, non se ne parla. «Vent’anni di fallimenti di entrambe le tattiche in Medio Oriente, tra Iraq, Afghanistan, Siria e Libano, hanno convinto l’America a guardarsi da queste avventure. Specie in anno di elezioni».

Contro la coalizione anti-israeliana

Quella del Mar Rosso non è che un tassello della crisi israelo-palestinese sull’alleato statunitense che non riesce a rallentare il macello Gaza, l’aggressione in Cisgiordania e le tentazioni israeliane verso Libano a Siria. Dichiarata intenzione di Washington a non far estendere la guerra nella regione, ma decisamente contradditori i suoi comportamenti.

Due debolezza in un corpo solo

Di fatto l’attuale classe dirigente di Israele medita di allargare la guerra al Libano, per non dover ammettere l’impossibilità di distruggere Hamas, mentre le truppe americane in Iraq subiscono circa 150 attacchi e non sanno come reagire «È possibile che l’amministrazione Biden attutisca i raid per conservare gesti più sorprendenti per i prossimi attacchi degli houthi, che ha sicuramente messo in conto».

Alleati nel dissenso

Gli alleati a ‘Prosperity Guardian’ decisamente incerti. Solo il Regno Unito contribuisce in forma significativa. Caso clamoroso, l’Australia che ha rifiutato di inviare navi. La prima volta nella storia che non combatte al fianco dei consanguinei americani. Attacco a cui non hanno partecipato Spagna, Francia e Italia, che si erano già rifiutate di mettere loro navi sotto il comando americano.

Il tramonto della Pax Americana

Le conseguenze per l’economia mondiale rischiano di essere pesantissime. Quel che fanno oggi gli houthi può essere fatto lungo qualunque altro collo di bottiglia. Il caso dello Yemen propone futuro prossimo in cui più soggetti potranno chiedere contropartite minacciando la navigazione. E in cui più soggetti si dovranno assumere la responsabilità di proteggere le rotte marittime, sempre meno a comando americano.

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Articolo di Ennio Remondino, dalla redazione di

13 Gennaio 2024