“GNENTE GNENTE FOSSI ANARCHICO?”

DI MARIO PIAZZA

Mario Piazza

 

Leggendo le modifiche al Codice della Strada ci si accorge subito che scrivere una legge è una faccenda davvero complicata, a partire da quel “uguale per tutti” che dovrebbe rassicurare i cittadini-sudditi e che invece è la premessa per tante inutili prepotenze.
Prendiamo quel 0% di alcol che pretende di vietare a un omone di 95 chili come me di mettersi alla guida anche dopo un semplice Campari Soda sorseggiato tra olivette e patatine e che mi imporrà di accompagnare una spigola arrosto con acqua minerale o magari CocaCola. Oppure prendiamo i limiti di velocità, numeri buttati là che non tengono in alcun conto lo stato dei freni e delle gomme e le condizioni del traffico.
Dover costringere i componenti di una società diversissimi tra loro all’interno di regole uguali per tutti è un lavoraccio per il legislatore, ma non è la cosa più difficile perché ci sono due trappole mortali nelle quali cade anche il più onesto e illuminato dei politici.
La prima si chiama demagogia ed è quella malattia del cervello che antepone l’acclamazione dei sudditi più sprovveduti e ignoranti alla reale efficacia del provvedimento. La seconda è quella regoletta che sta alla base del diritto romano, della common law anglosassone e persino del diritto socialista: Neppure la legge più sacrosanta ha alcun senso se non si hanno i mezzi o la volontà di farla rispettare.
.
Pensando alla mia spigola arrosto mi verrebbe da dire “Per fortuna!”
.
No photo description available.