“GRAZIA PER ASSUNTA” COMPRATA DAL MARITO

DI CLAUDIA SABA

Si chiama Assunta Casella.
Ha 61 anni.
È stata condannata lo scorso anno a 21 anni di carcere per l’uccisione del marito Severino Viora.
L’omicidio era avvenuto a Paroldo in provincia di Cuneo, nel 2016.
Per alcuni giorni Assunta era evasa dagli arresti domiciliari per poi costituirsi gia in serata.

Assunta era stata comprata a 14 anni dal marito più anziano di vent’anni.
Per 500 mila lire.
Dopo aver subito, per anni, ogni sorta di maltrattamenti fino alla prostituzione.
Quando non ha più resistito, l’ha ucciso.
Le hanno dato 21 anni.
Fine della storia.
Come tante altre storie.
Eppure…
Le pene per un femminicidio si dimezzano già in secondo grado.
Con troppe attenuanti concesse ai violenti.
“Lo ha provocato, indossava i tanga, la minigonna, il jeans attillato”
Individui che, prima di uccidere, struprano o perseguitano la donna per anni.
La colpa più grande di Assunta è stata quella di non essere morta.
Di essere sopravvissuta alla violenza.
Di aver reagito.
E allora si punisce chi è stato già punito dalla vita.
Se fosse morta, parleremmo di un altro femminicidio
Parleremmo del perché non avesse denunciato prima e perché non avesse reagito.
Lei ho ha fatto.
Condannata a 21 anni.

Ora l’associazione “ihaveavoice” (Io ho una voce), che si occupa dei diritti delle donne, chiederà al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di concederle la grazia.
Perché una donna, può essere salvata solo da una grazia non dalla giustizia.

Intanto le altre, aspettano.
E nel frattempo muoiono.
Oppure vanno in carcere senza attenuanti.