La guerra degli zombie

DI CLAUDIO KHALED SER

 

Una tragedia fa presto a trasformarsi in farsa e oggi tutte le “autorizzazioni” date a Kiev di poter usare i missili forniti dall’occidente per colpire il territorio russo corrispondono a questo: la vendita alle opinioni pubbliche occidentali e segnatamente a quella americana, incredibilmente rozza, di un cadavere come se fosse ancora vivo.
Questi missili infatti sono stati sempre usati dagli ucraini sia contro la Crimea che contro Belgorod e altre parti del territorio russo: non è certo una novità, ma qualcosa bisogna pur dire di fronte al disastro e anche di fronte alla vendetta russa che proprio tre giorni fa si è condensata nella completa distruzione di un centro sotterraneo recentemente costruito in cui i piloti ucraini dei futuri F-16 venivano addestrati per le loro missioni da personale prevalentemente belga e olandese.
Dopo l’attacco il sito era disseminato di diverse centinaia di cadaveri e altre centinaia di feriti gravi venivano evacuati in Polonia e Germania.
Questo è solo un esempio, ma ce ne sono molti altri: quasi l’intero esercito ucraino, compresi almeno una dozzina di ufficiali di alto rango, sono ormai ansiosi di fare amicizia con la parte russa in preparazione a ciò che accadrà. Pochissimi di loro sono così stupidi da voler morire per Zelenskyj, che in definitiva si muove, ma è già morto.
Ma allora come giustificare il risultato catastrofico dello stanziamento infinito di denaro e armi contro il regime straordinariamente corrotto di Kiev?
A questo punto, l’Ucraina non ha alcuna industria, ha un esercito in gran parte distrutto e un sistema politico che consiste in un solo partito chiamato “Servitore del popolo”, omonimo della sitcom in cui recitava Vladimir Zelenskyj prima di diventare presidente.
Ma la sua carriera di attore è finita da tempo, così come la sua carriera politica ora che il suo mandato presidenziale di cinque anni è scaduto il 20 maggio di quest’anno.
L’Ucraina è in bancarotta; la metà della sua popolazione popolazione se ne è andata, ha deciso di essere russa o si è dispersa in tutta Europa; è improbabile che la rete energetica sopravviva al prossimo inverno; la maggior parte degli uomini in età militare idonei a prestare servizio sono morti. È un paese in decomposizione dove emerge una fiorente sottocultura di persone che forniscono informazioni strategicamente importanti ai russi nel tentativo di ingraziarseli.
Data questa situazione, cosa potrebbe essere considerata una sorta di vittoria per i politici europei e americani, che a questo punto temono seriamente per le loro carriere di stragisti e di idioti a tempo pieno?
Un’idea è quella di vendere il cadavere in decomposizione dell’Ucraina alla Russia, caricando su Mosca la responsabilità di rianimarlo.
Ma cosa potrebbe spingere la Russia a elaborare un qualsiasi tipo di accordo e a farlo con sufficiente fretta da permetterle di influenzare positivamente le imminenti elezioni non dico in Europa dove non conta nulla, ma negli Stati Uniti?
Molto difficile anche perché ormai i russi non si fidano assolutamente più degli occidentali visto che mentono sempre con una costanza ammirevole.
Ciò che gli americani e gli europei non riescono a capire è che questi inganni pesano sulla loro reputazione planetaria in un mondo che cambia rapidamente e che ormai ha sgamato il vero significato dell’“ordine internazionale basato sulle regole” di cui i politici americani ed europei continuano a cianciare.
Quindi devono mettere un po’ di belletto al cadavere ucraino: il “permesso” di usare i missili contro la Russia che è sempre stato dato è solo un po’ di fard sulle guance. Il resto del funerale potrebbe essere costituito dal creare nuovi problemi altrove, per esempio – visto che non sono riusciti ancora ad impadronirsi della Georgia – in Moldavia potenziando il loro piano per distruggere il Paese e farlo assorbire dalla Romania in maniera che diventi magicamente Nato. mentre esso per costituzione è neutrale.
Hanno già fatto alcuni preparativi in questo senso: vietare l’uso sia della lingua russa che di quella moldava, insediare un presidente fantoccio (Maya Sandu è cittadina rumena) e corrompere il sistema giudiziario e gran parte del resto del governo per servire interessi stranieri, il tutto portando alla miseria la popolazione moldava, anch’essa in rapida diminuzione.
Se la Nato perseguirà questo piano, allora la Russia potrebbe essere costretta a tempo debito ad annettere la Transnistria russa e a riconoscere la Repubblica popolare di Gagauzia, offrendole sostegno militare per prevenire il genocidio.
Ma questo sarebbe difficile da spacciare come una vittoria e consentire ai politici europei e americani di sopravvivere alla colossale massa di errori che hanno accumulato.
Alla fine si ritrovano nella stessa condizione di Zelensky: non sono nient’altro che personaggi di una serie.
Un thriller meno suggestivo di quello di Michael Jackson, danzato e cantato molto peggio, da attoruncoli scoordinati e stonati.
Una danza di zombie di pessima fattura.
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Claudio Khaled Ser