IO STO CON GLI ORSI

DI MARIO PIAZZA

Mario Piazza

 

Chiunque voglia avventurarsi in aree dove vivono animali selvatici deve imparare almeno due cose: la prima è che non bisogna rompere loro i coglioni e la seconda è che nessuno di loro uccide per crudeltà o divertimento.
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Vale per i leoni d’Africa e vale per le cornacchie del Lungotevere.
La loro vita è semplice, tutto ciò a cui aspirano è mangiare e procreare senza sentirsi minacciati e la loro risposta a una minaccia è altrettanto semplice: fuggono o combattono.
Capita che la nostra naturale invasività umana, dai Masai del Kenya ai runner del Trentino, sovrapponga i rispettivi territori. Quando capita sono sempre gli animali a rimetterci venendo scacciati o uccisi e prima che ciò avvenga può capitare qualche incidente, le domande che dovremmo porci è quanto sia alto il rischio e quanto ci interesserebbe quella zona se fosse priva degli animali stessi.
Le risposte sono talmente semplici da sembrare ridicole, perché in Trentino gli orsi sono stati reintrodotti 25 anni fa e a fronte di un’unica vittima dio solo sa quanta gente nello stesso periodo ha perso la vita strozzata da una caramella o scivolando nella doccia, e dio solo sa a fronte di un’unica aggressione quante migliaia di volte davanti a un invasore gli orsi hanno battuto in ritirata senza farsi neppure vedere. La seconda risposta è ancora più semplice, perché è proprio la reintroduzione della fauna selvatica ad aver reso interessante e suggestiva una foresta di cui altrimenti non fregherebbe una mazza a nessuno, proprio come non fregherebbe una mazza a nessuno del Serengeti se fosse una spianata desertica priva di vita.
Assodato che eliminare gli orsi dell’Adamello sarebbe non solo crudele ma anche da imbecilli, rimane il problema di quell’unico orso che ha scoperto quanto sia facile ucciderci, lenti deboli e impacciati come siamo fuori dalle nostre automobili.
E’ terribile dirlo ma quell’orso morirà necessariamente non per la pallottola che qualche eroe gli sparerà in testa, morirà ucciso dalla nostra stupidità.