DOPPIETTICIDIO

DI MARIO PIAZZA

Mario Piazza

 

12 morti e 56 feriti nei tre mesi abbondanti dell’ultima stagione di caccia chiusa quattro giorni fa.
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I numeri non sembrano allarmanti? Proviamo a ragionarci sopra.
La popolazione italiana adulta è di circa 50 milioni, siccome tutti guidano un veicolo e tutti hanno relazioni sentimentali abbiamo definito i fatti luttuosi che da ciò derivano come “omicidi stradali” e “femminicidi”. I cacciatori sono meno di un milione, se tutti gli italiani andassero a caccia dovremmo moltiplicare i dati reali per 50 arrivando quindi a un potenziale di 600 morti e 2800 feriti e già dovremmo parlare di “doppietticidio”.
Non basta, perché le auto le guidiamo tutto l’anno e per tutto l’anno ci innamoriamo, ci lasciamo e ci cornifichiamo. I cacciatori invece possono mettere mano ai loro fuciletti soltanto per tre mesi e quindi dobbiamo moltiplicare per 4 i numeri precedenti. Saliamo così a un potenziale di 2400 morti e 11.200 feriti.
Numeri di poco inferiori a quelli delle vittime della strada, doppi rispetto ai morti sul lavoro e di gran lunga superiori a quelli dei femminicidi ma nessuno sembra farci caso. Al contrario le politiche del governo incoraggiano la caccia, un gioco crudele per psicopatici e non qualcosa di inevitabile come spostarsi in auto, lavorare e accoppiarsi.
Per finire, se pensate che la cosa non vi riguardi perché non siete né una preda né un cacciatore mi duole informarvi che metà delle vittime delle doppiette con la caccia non avevano nulla a che fare, erano persone normali come me e come voi con l’unico torto di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato.