UN LAGER CHIAMATO MONDO CONVENIENZA

DI ALFREDO FACCHINI

Alfredo Facchini

 

Sono in sciopero da oltre 100 giorni.

Uno sciopero ad oltranza. Sono i facchini e i montatori di Mondo Convenienza.
Un’azienda che fattura oltre un miliardo di euro, più di Ikea. Proprietari: la famiglia Carosi.
Mondo Convenienza, non produce mobili, vende solo un servizio: quello di trasporto e montaggio dei mobili.
Sostenuti dai Cobas, i lavoratori chiedono l’applicazione del contratto nazionale della logistica e denunciano turni massacranti e violazione delle norme sulla sicurezza.
Per azzerare la protesta, Mondo Convenienza ha firmato un accordo con i sindacati il 31 luglio e il 15 settembre li incontrerà a Roma per chiudere la vertenza.
A quel tavolo non siederà nessun rappresentante di chi sciopera.
Il modello Mondo Convenienza fa scuola: esternalizzare tutto ciò che è esternalizzabile.
Nel magazzino di Campi Bisenzio, Firenze, operano tre appalti: uno per il call center e il servizio clienti, uno per i magazzinieri, un terzo per il servizio di consegna e montaggio a domicilio del cliente.
In magazzino ci sono solo 7 dipendenti assunti direttamente dall’azienda e circa 200 lavoratori “in appalto”.
Ma chi sciopera lavora nel magazzino Mondo Convenienza, con le divise di Mondo Convenienza, su dei furgoni che riportano il logo di Mondo Convenienza per consegnare i montare i mobili ai clienti di Mondo Convenienza.
Turni di 12-14 ore al giorno, paghe da fame, assenza delle minime condizioni di sicurezza, lavoro obbligatorio anche il sabato, trattenute arbitrarie in busta paga, ritorsioni a chi rivendica diritti o si iscrive al sindacato.
La procura della Repubblica di Bologna ha indagato i dirigenti di Mondo Convenienza per sfruttamento e un’altra inchiesta è in corso a Ivrea.
Mondo Convenienza rigetta tutte le accuse e si presenterà al tavolo nazionale confermando che imporrà ai propri fornitori il rispetto dell’accordo siglato tra le parti il 31 luglio. Prevede che si applichi un contratto ma non si dice quale. Un tempo per trasporti e montaggio valeva quello della logistica, ma la parte datoriale è poi passata al contratto multiservizi-pulizie per transitare infine alla deregulation dei regolamenti aziendali. Se si tornasse all’antico un facchino percepirebbe 1486 euro lordi al mese contro gli attuali 1180 e un autista passerebbe da 1300 a 1681. (Avvenire)
In questi cento giorni di sciopero le forze dell’ordine si sono distinte per le maniere forti: lavoratori portati via di peso, costole incrinate, braccia rotte, denunce. Tutto condito da un odioso razzismo nei confronti dei lavoratori stranieri.
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Vil razza padrona.