“LA MALAVITA DI NICOLA MORRA, BANDITO SOLITARIO DI CERIGNOLA”

DI RAFFAELE VESCERA

 

DOMANI AL PARCO DELLA GRANCIA (PZ) CON IL MIO “LA MALA VITA DI NICOLA MORRA

.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone e il seguente testo "INCONTRI NTRI CON L'AUTORE RAFFAELE VESCERA Presentazione del Libro "La mala vita di Nicola Morra" LA GRANCIA PARCO STORICO RURALE AMBIENTALE DI BASILICATA LA MALA NICOLA'MORRA DI NICOLA MORRA diPino Û Aprile CARTELLONE CULTURALE Martedì 15 Agosto ore17,45 ROMANZO ROM Conduce Nicola Manfredelli"
.
Domani, Ferragosto, alle 17,45, presenterò il mio romanzo “La mala vita di Nicola Morra” nell’anfiteatro delle aquile, al Parco della Grancia, in Basilicata, terra del generale dei briganti Crocco, la cui storia racconto nel romanzo. L’incontro sarà moderato dal presidente del Parco, Nicola Manfredelli.
.
Seguirà l’esibizione medievale della falconeria e lo spettacolo di cineteatro “La Storia bandita”, con duecento figuranti e migliaia di spettatori.
.
“Nicola Morra, bandito solitario pugliese, alla macchia per un indesiderato duello che lo vide vincitore. Eroe romantico dell’Ottocento, Zorro mediterraneo, cavaliere irriverente, sbruffone e poeta, beffardo derisore di potenti e pietoso elemosiniere dei poveri, mai violento, avventuroso e burlone, amante infedele, giustiziere a cavallo e ladro di purosangue. Incarcerato per mezzo secolo, nelle galere incaricato dai capi liberali e carbonari, Luigi Settembrini e Silvio Spaventa di unirsi alla camorra per farsi garante del loro patto scellerato contro il re Borbone, in nome dell’unità d’Italia. Poi, deluso dalla calata degli invasori sabaudi dalla parlata francese, diventa amico degli insorti rifugiati nei boschi, comandati dal generale dei briganti Carmine Donatelli Crocco, con il quale condivide gli ultimi anni di vita nel bagno penale di Santo Stefano. Infine condannato con lombrosiana sentenza per via del suo ghigno “meridionale”. Le gesta del celebre bandito di Cerignola, vissuto nell’Ottocento, riempivano le fantasie dei pugliesi che le avrebbero cantate per il secolo a venire nelle canzoni popolari e nei dipinti naif. Il mito comune è quello del fuorilegge suo malgrado, Robin Hood o Jesse James, le cui gesta si cantavano simili a quelle di Morra, del bandito gentiluomo che toglie ai ricchi per dare ai poveri, vittima della perfidia del potere. La bontà dell’eroe si dava per scontata e le sue azioni erano giustificate in quanto dettate dalla necessità della giusta punizione del malvagio o da quella dell’osservanza di un codice d’onore dal quale non poteva prescindere. “
.
Cliccando su questo link, potrete ascoltare la canzone di Nicola Morra, cantata il secolo scorso da un cantastorie pugliese
https://youtu.be/zIjt34J8Vb4