SENZA CREDIBILITA’

DI ALFREDO FACCHINI

Alfredo Facchini

 

Ricordo, ricordo in modo da non dimenticare

Meno di mezzo secolo fa tre paesi dell’Europa meridionale, Spagna, Portogallo e Grecia, vivevano ancora sotto un dominio dittatoriale.
Senza che gli “statisti” del Vecchio Continente battessero ciglio, nonostante, migliaia di morti e torturati.
E’ una Storia rimossa, quella delle Dittature in seno all’Europa, che mina ancora oggi la credibilità di un Occidente, che arma l’Ucraina e bombarda Belgrado, che decide chi sono i buoni e i cattivi.
Sono passati 48 anni da quando, il 25 aprile del 1974, la “Rivoluzione dei garofani” in Portogallo pose fine ad una dittatura lunga 41 anni.
Il 24 luglio, dello stesso anno terminò in Grecia, il regime militare dei “colonnelli”, che aveva martoriato il Paese dal colpo di stato militare del 21 aprile del 1967.
Un anno dopo crollava in Spagna la dittatura franchista, al potere per 36 anni.

Un passo indietro.

Allo scatenarsi del conflitto mondiale del 1939, Portogallo e Spagna, adottarono un profilo di non-belligeranza, così come Svizzera e Svezia.
Salazar e Franco, non pensarono neanche un minuto di intralciare il loro collega tedesco, Herr Adolf Hitler.
L’idea di Stato Nuovo (“Estado Novo”) introdotta da António Salazar era un progetto di stampo totalitario e militarista, fondato sulla presunzione di voler creare un “uomo nuovo”, che avesse come tratti essenziali il culto della famiglia e la devozione per la religione cristiana. (Ricorda qualcuno?)
Valori enfatizzati fino all’eccesso, sia nel Portogallo di Salazar, che nella Spagna di Franco e che non turbarono affatto gli equilibri del primo embrione di “Unione Europea”.
Nessun paese aderente alla “Nato” ebbe interesse a scuotere la penisola iberica. Sia Salazar, che Franco agirono in maniera del tutto indisturbata.
Le due dittature iberiche (ed in seguito quella greca) non provocarono il voltastomaco, come avrebbero dovuto, fra i “sinceri democratici” delle cancellerie europee.
Anzi, nell’interesse di Washington, rappresentarono un cuneo irrinunciabile in funzione antisovietica.
“Posto all’estremità occidentale dell’Europa, soprattutto, il Portogallo portava in dote i suoi arcipelaghi di Madeira e delle Azzorre. Queste ultime, soprattutto, localizzate nel mezzo dell’Atlantico tra Vecchio Continente e America del Nord, erano considerate decisive per la protezione del fianco Sud e il collegamento tra il fronte e la retroguardia”. (Limes)
L’ illiberale e criminale Portogallo di Salazar, era uno Stato “in più” che, nel disegno della “Dottrina Truman” era tutt’altro che una seccatura. Discorso analogo per la Spagna di Franco e la Grecia dei “colonnelli”.
Il 12 marzo 1947 il presidente statunitense, Harry Truman, declamava davanti al Congresso quella che passò alla Storia come “dottrina Truman”.
Il dibattito interno americano portò alla conclusione che gli europei avevano commesso tali e tanti danni nelle due Guerre, che gli Stati Uniti non potevano più permettersi il lusso di non metterli sotto tutela.
Venne emanata una legge che lasciava la possibilità al presidente di aiutare qualsiasi paese che ne facesse domanda, purché minacciato dal comunismo. Iniziò così la Guerra Fredda.
Gli “Americani” da allora continuano a fare il bello e cattivo tempo, di dottrina in dottrina. Scegliendo un nemico da contenere o da abbattere, in maniera “pacata” o “armata”.
La storia degli Stati Uniti al di fuori degli Stati Uniti, è una trama immorale di invasioni, Golpe, guerre per procura, ingerenze, operazioni clandestine. Anche noi ne sappiamo qualcosa, si pensi all’elezioni del 1948, a Gladio, alla strategia della tensione e così via.
Ecco perché non sono e non saranno mai credibili gli “europei” che hanno convissuto amabilmente per quarant’anni con feroci dittature e che oggi straparlano, sotto dettatura, di diritti violati e difesa della democrazia.
Ricordo, ricordo in modo da non dimenticare.