SCAMPOLI

DI ALBERTO BENZONI



“IL MORTO GIACE E IL VIVO SI DA’ PACE”
“Verità per Giulio Regeni”. Ma era chiedere troppo. Molto meglio contentarsi, sin dall’inizio, di una ragionevole menzogna accompagnata da uno straccio di scuse. Una misera riparazione, mi direte. Ma sempre meglio della pantomima inscenata, per anni, dalla nostra classe politica. Che ha aggiunto al danno la vergogna.

MENZOGNE
Un centro di ricerca indipendente americano ha calcolato che nei quattro anni della sua presidenza, Trump ha detto circa 22 mila bugie; con una curva ascendente che somiglia molto a quella del Covid.
Ma non c’è di che preoccuparsi. Perché l’obbiettivo del presidente, che era quello di entrare nel Guinness dei primati, è stato già raggiunto.

LE VIGNETTE SU MAOMETTO E LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE.
Nella sua ansia di strafare (che è un po’ il riflesso della sua difficoltà oggettiva di fare) Macron ha, in qualche modo, presentato le vignette su Maometto come simbolo della laicità e della libertà di espressione; finendo con il trasformare in un dovere quello che è invece un diritto. Che cosa direbbe, allora, se, in qualche parte dell’universo islamico, qualcuno presentasse la Madonna come una prostituta e Gesù come un volgare impostore? E cosa direbbero i cavalieri del rosario nostrani e i sostenitori del carattere criminogeno della religione islamica?
La risposta è scontata. E, allora, possiamo fermarci qui. Sottolineando che nel mondo islamico non c’è stata, a differenza di quanto avvenuto in un passato recente nessuna fatwa di morte; e che la chiesa cattolica francese è stata in prima linea nel contestare le prese di posizione del governo.


LA SCOPERTA DELL’OMBRELLO
I giudici “originalisti” della Corte suprema, tra cui la Barrett, ci spiegano che l’America è una repubblica, non una democrazia. A testimonianza del fatto ci fanno notare che esiste il diritto di portare armi ma non quello di votare. E ancora che al Senato l’Idaho ha gli stessi seggi della California, pur avendo una popolazione cento volte minore. E soprattutto che nel testo sacro non si parla mai di democrazia ma solo di libertà. E, se è per questo, non si parla nemmeno di stato, di diritto al voto o alla salute, di aborto, eguaglianza, welfare, per tacere dei diritti civili; ma semplicemente perché all’epoca queste cose non esistevano né di nome né di fatto.
Che cosa significa tutto questo, a quasi 250 anni data? Significa che la modernità va accettata in linea di fatto; ma che ciò non implica più automaticamente il suo riconoscimento in punto di diritto. Fino ad oggi la cosa era data per scontata; da oggi, non più. E non c’è altro da aggiungere.


COME COMBATTERE IL CORONAVIRUS
Ce lo spiega Salvini. E la sua ricetta è semplice; far cadere il governo. Punto e basta. La cosa curiosa è che vale solo per l’Italia. Il che aumenta a dismisura i dubbi sulla sua efficacia.


NULLA DI NUOVO SUL FRONTE ORIENTALE
Almeno questo il verdetto pressoché unanime dei politici e degli opinionisti nostrani. Secondo loro non solo gli israeliani ma anche i russi e gli iraniani puntano senza se e senza ma sulla vittoria di Trump.
Duole dirlo ma non è così. Perché Putin, sostenendo pubblicamente la “non colpevolezza” del figlio di Biden ha tolto a Trump uno degli argomenti fondamentali della sua campagna contro “Sleepy Joe”. Perché gli iraniani, lungi dall’accrescere la loro aggressiva presenza nel Medio oriente o dall’uscire dall’accordo sul nucleare, si sono mossi nella direzione opposta; cosa che non è sfuggita né ai servizi israeliani né a quelli americani. americani. E, infine, perché lo stesso Netanyahu, pur espressamente sollecitato da The Donald ad attaccare Biden, si è rifiutato di farlo.
Atteggiamenti, a ben vedere, del tutto razionali. Perché Putin si è speso molto per Trump ma non ha ricevuto assolutamente nulla in cambio (a partire da un minimo di assunzione di responsabilità per gli eventi del 2016). Mentre può aspettarsi qualcosa da Biden. Perché gli iraniani hanno tutto da guadagnare dalla ripresa di un confronto politico generale. E, infine, perché per Netanyahu, e per Israele in generale conservare, anche se a certe condizioni, quanto ottenuto, comincia a valere di più (vedi Sudan) di regali eccessivi e gravidi di rischio.
Ma la stampa italiana continua a rifiutarsi di guardare la realtà. Troppa fatica, certo: meglio commentare ciò che non esiste che cercare di capire quello che c’è. Ma anche la constatazione che la ricerca del politicamente corretto è diventata una vera e propria malattia professionale.


CASE DI RIPOSO
Nei paesi normali d’Europa, le case di riposo sono luoghi dove gli anziani possono trascorrere l’ultima parte della loro vita assistiti, come è doveroso che sia, dalla collettività nazionale e dalle risorse pubbliche. Da noi, e sempre più spesso, il luogo di scarico degli anziani non autosufficienti; e questo in attesa di un riposo eterno quanto più rapido possibile. Tutto ciò e di per sé intollerabile; ma renderlo contrario ai principi stessi della democrazia liberale, la convinzione che l’eliminazione degli anziani “improduttivi” sia di giovamento per l’intera collettività nazionale.