UCRAINA: INTERVENTISMO ITALIANO SBAGLIATO

DI GIOACCHINO MUSUMECI

 

Ci sono in gioco interessi strettamente commerciali e geopolitici.
Sul piano commerciale in un ottica futura in cui intersezioni e condivisioni tra stati si moltiplicano, è sconveniente per tutti separarsi da Mosca come si sta facendo, le conseguenze del conflitto sono strettamente economiche e a lunghissimo termine, inoltre c’è l’aspetto climatico delicatissimo che comporta condizioni idonee per accordi mondiali.
Le tensioni geopolitiche di oggi sono un segno evidente di terrificante immaturità della leadership mondiale.
Ma questo è un mio parere molto personale. Ciò che invece non si può interpretare a piacimento è il piano giuridico nel contesto della guerra: l’interventismo non risponde all’alleanza atlantica ma esclusivamente a un modus operandi tipicamente Usa/GB.
L’alleanza non può prevaricare i vincoli costituzionali dei sottoscriventi, ciò perché lo “Stato” non può osservare condotte incostituzionali. Questo oltre essere logico è contenuto nell’articolo 11 del patto : “le clausole del trattato devono essere rispettate in conformità con le norme costituzionali di ciascun firmatario”. Inoltre l’articolo 5 obbliga ciascun firmatario a intraprendere SOLO le azioni che giudicherà necessarie in risposta a un attacco armato nei confronti di un alleato (e potrà decidere per l’uso della forza sia per il NON intervento), perciò l’obbligo si intervenire è una fandonia.
Tra l’altro, fatto topico, L’Ucraina, piaccia o meno, non è incorporata nella Nato e il nostro intervento, come del resto quello Usa o altri, sembra più una scusa per creare complicazioni esulanti da qualsiasi accordo.
La Costituzione Italiana è molto chiara sull’argomento guerra, possiamo essere attivi in una guerra difensiva, cioè se veniamo attaccati nel nostro territorio. Nelle controversie internazionali “ripudiamo la guerra”, e i nostri interventi devono essere esclusivi della dimensione diplomatica. Si potrebbero sollevare accezioni casomai l’Ucraina fosse membro Nato, ma anche in quel caso, dato l’articolo 5, si potrebbe decidere di non intervenire.
Per finire l’art 1 del patto enuncia che i firmatari si impegnano a comporre con mezzi pacifici ogni controversia internazionale in cui possono essere coinvolti, ma abbiamo visto che Usa e GB forniscono armi affinché l’Ucraina vinca la guerra. Il che equivale a non impegnarsi per la pace giacché le trattative diplomatiche dal fronte occidentale sono azzerate.
Vincere la guerra è un concetto diverso dal difendersi mentre la comunità internazionale cura la rete di relazioni diplomatiche. Invece l’Europa ha sacrificato la funzione mediatrice giacché il diritto internazionale prevede che i paesi che assistono militarmente l’Ucraina (lo stato aggredito) siano esclusi da qualsiasi opzione diplomatica. Dunque il profilo della faccenda non è quello raccontato dai media: oltre l’invasore, Usa e la GB ledono gli articoli del patto Atlantico esacerbando lo scenario contro con una condotta irresponsabile da noi avvallata irrazionalmente contro la costituzione.
Attenersi alle norme, non confondere il piano morale coi piano politico e giuridico, eviterebbe molte ipocrisie. Dovremmo infatti spiegare l’interventismo in Ucraina mentre armiamo la lega araba che trucida gli yemeniti, oppure chiederci perché si è taciuto quando Erdogan invase la Siria per trucidare i Curdi.