I CAMPI LARGHI

DI MARIO PIAZZA

Mario Piazza

 

Quello di destra non è meno litigioso di quello progressista ma ha dato una lezione di sopravvivenza agli avversari, perchè se c’è un dogma da osservare rigidamente in questa caricatura di bipolarismo berlusconiano è quello che recita “Mai dire mai”.
Un comandamento facile quando si vuole conservare il potere perchè se l’obiettivo è quello e soltanto quello nessun compromesso è troppo infimo, nessun dietrofront troppo ridicolo, nessun arruffianamento troppo vergognoso. Diverso è quando si pretende di stare assieme proponendo tre diverse idee di società declinate grossolanamente in sinistra, progressismo e liberalismo.
E’ lì che volano gli stracci perchè al puro calcolo elettorale si affianca la passione politica, quella che ha fatto insultare gli avversari di un tempo e che ora si vorrebbe come alleati. E potrebbe persino funzionare nelle alchimie delle segreterie di partito ma quando la parola passa agli elettori che il potere neppure lo sfiorano ciò che rimane è la rissosità, gli insulti e il dileggio di cui si è stati vittime.
Per questo non me la sento di dare la croce addosso ai grillini abruzzesi che non sono andati a votare e per questo apprezzo il tentativo di Schlein e Conte per ridare alle forze antifasciste quel minimo di compostezza per potersi unire su un programma, fosse pure di poche righe, che faccia capire agli elettori cosa si può e si vuole fare insieme.
Non vedo altra via, e anche questa potrebbe non bastare affatto.