UN REGALO SOTTO L’ALBERO

DI CLAUDIO KHALED SER

CLAUDIO KHALED SER

 

Inizia oggi il percorso che ci porterà alla “Giornata della Memoria Natalizia”.

Si celebra il regalo, con la scusa di onorare la nascita di qualcuno che di regali in vita ne ha veramente avuti pochi.
Ma é un dettaglio.
A chi importa il messaggio lanciato da una Terra martoriata, offesa, occupata, insanguinata, da parte di un Uomo che ha saputo parlare d’Amore a tutti, spronando gli altri a mettere da parte l’odio e insinuando nei cuori della gente l’amore verso il prossimo ?
A pochissimi.

Yoshua Ben Youssef era Dio.

Perché chiunque parli di Misericordia, di Solidarietà, di Altruismo, é Dio.
Chiunque stringa la mano del più debole, soccorra chi é in difficoltà, faccia proprie le pene di chi gli vive’ accanto, é Dio.
Chiunque non esiti a difendere gli oppressi, gli emarginati, gli ultimi sulla faccia della Terra, é Dio.
E questo messaggio, cosi’ potente, immenso, ha scavalcato i secoli e la capanna o la grotta in cui si dice che Lui sia nato, é la nostra Casa Naturale, é il punto d’incontro delle Persone, quelle senza abiti, quelle che hanno fame e sete.
Betlemme é la Casa dell’anima nel senso più vero e profondo del termine.
Quell’anima che noi tutti abbiamo, anche gli impenitenti atei come me.
Dovremmo guardare di più alla nostra anima, dovremmo parlarle, confidarci con lei, tenercela stretta, abbracciarla con quell’Amore che un figlio di falegname ha saputo cogliere e trasmettere.
Ben Youssef ha seminato e noi non siamo mai stati capaci di coltivare, di mietere quel dono prezioso.
Abbiamo lasciato crescere la gramigna, abbiamo reso arido e sterile quel campo, mai contadini ma sempre mezzadri ubriachi di sciocche vanità.
Abbiamo trasformato perfino il “suo natale” nella nostra commerciale festa, mentre molti ci mostrano le scodelle vuote e le mani scarne.
Guardiamoci dentro;
senza paura,
senza arroganza;
riconosciamo che Ognuno di noi é Dio.
Basta saperlo e volerlo.
Non bisogna essere eroi per amare.
Ma questo messaggio; il suo stringersi attorno ai deboli, é sepolto nella cantina del cuore; tra ciò che abbiamo usato, abusato e dimenticato.
Da oggi si incomincia a parlare di “regali”.
E allora facciamocene uno.
Regaliamoci la Tenerezza, fatta di carezze mai date, di parole mai dette, di gesti e sorrisi sconosciuti, una Tenerezza costruita con la volontà d’essere Muratori dell’Anima.
Perché noi, lo siamo.
Perché ne siamo capaci,
Perché dentro di noi ci sono le sue parole e perfino il suo sacrificio.
Noi siamo quella grotta e quella croce.
Siamo luce nel buio pesto che ci avvolge,
Siamo fatti d’Amore,
Siamo tutto.
Basta saperlo e volerlo;
Fortemente.