LA CHIAMANO DEMOCRAZIA

DI PIERLUIGI FERDINANDO PENNATI

 

La chiamano democrazia perché ci fanno votare, poi, però, chiamano dittatura dove anche se si vota la democrazia non sarebbe garantita, ma il condizionale è obbligatorio, quando una democrazia è garantita e non è una dittatura sotto mentite spoglie?

La parola democrazia deriva dal greco antico: δῆμος, démos, «popolo» e κράτος, krátos, «potere» ed è etimologicamente collegata ad un significato vicino ad un “governo del popolo”, o qualcosa di simile, ma se alla democrazia leviamo o limitiamo il démos (popolo), resta intatto solo il krátos (potere), dando il via di fatto ad un regime poco basato sul popolo e molto basato sul potere.

A proposito di ciò Mussolini scrisse già nel 1936 che “Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l’illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno.“ (La dottrina del fascismo, Hoepli, 1936).

La conseguenza di ciò pare essere che se quando voti non sei libero nella tua scelta sei in odore di dittatura, quindi, in Italia siamo in democrazia o dittatura?

Lo deciderete da soli, io punto il dito sul fatto che tra non molto andremo a votare e saranno candidati quelli che già sono in parlamento con un gruppo o una coalizione registrata, mentre tutti gli altri per potersi candidare dovranno raccogliere da 1.500 firme per i piccoli comuni, fino a 4.000 per i grandi centri, tutte certificate da un notaio e corredate da certificato elettorale originale, in pochi giorni… ovvero una “mission impossible”.

Già detta cosi pare poco democratico e giusto, ma alla resa dei conti, come dice anche l’articolo in calce, saranno automaticamente candidati personaggi che forse raccoglieranno preferenze persino inferiori alle firme da raccogliere per potersi presentare ed altri che nemmeno sapevamo più fossero ancora in Parlamento, mentre quasi nessuno di coloro vorrebbero candidarsi in modo indipendente riusciranno a mettere insieme i requisiti minimi per farlo.

Ma la nostra è una democrazia, mentre in altri stati sono oligarchie ed in altri ancora, dove sono persino abolite le opposizioni, si pone il veto sul giudizio perché sono amici degli amici…

Così la nostra democrazia a settembre andrà al voto e ci saremo illusi di aver potuto decidere qualcosa e di essere in fin dei conti ancora sovrani, “mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete”.

Forse il nuovo fa paura, forse il nuovo non ha esperienza, forse il nuovo… è l’unico modo per abolire il vecchio.

Ricordate che il solo voto utile possibile è il voto espresso.

Andare a votare non è un dovere verso lo stato, ma verso sé stessi, chi non vota delega ad altri il proprio destino, quindi ne è complice e chiunque vinca non potrà lamentarsi di esso.