LA CASA DELLE BAMBOLE DI VETRO DI DANIELA BORLA

DI IANA PANNIZZO

Daniela Borla scrive un romanzo breve dal sapore amaro. Strutturato in capitoli molto brevi, l’autrice, affina uno stile di scrittura che fluisce tra le parole e lascia nel lettore la scorrevolezza della sua trama.

La storia è a sfondo psicologico, che penetra nei sentimenti di chi legge tra lo sgomento, lo sconcerto e la triste realtà di molti innocenti che non sanno piangere, come chi tira una bomba a mano sulla propria pelle.

La violenza familiare, l’assenza dei sentimenti, una falsa apatia che implode come se il cuore stesso fosse un detonatore pericoloso da proteggere o distruggere, vola come un pensiero astratto su una dura certezza.

La violenza domestica che troppo spesso passa inosservata ai distratti della vita, non si manifesta soltanto fisicamente. E’ subdolamente conscia nel livello più aberrante di uomini senza dignità.

Si ha paura anche di pensare e di parlare, quando tutti chiudono la porta perché a nessuno importa dei sogni di una bambina che ha bisogno di crescere e diventare donna nella normalità.

Una storia dilaniante man mano che si continua a leggere, che non lascia scampo allo sconforto, all’impotenza e alla rabbia.

La narrazione non è molto articolata, si presenta piuttosto semplice nel suo sistema, ma la sottigliezza psicologica è moto forte.

E’ l’infanzia che si ripercuote negli anni della giovinezza e in seguito a quella dell’età matura, con le cicatrici profonde, cattive, aberranti che non possono non diventare parte integrante di una sofferenza ignorata.

I ricordi dei protagonisti, ripercorrono odori, sensazioni, malesseri, con qualcosa dentro il cuore che non si sa cosa sia, come un sole che non sorge mai.

I protagonisti, crescono come alberi spogli che non si rivestiranno mai di foglie verdi e rigogliose, bui e solitari senza stelle, senza luna, senza luce. Come il mare che diventa schiuma alla riva e perde la sua essenza.

Daniela Borla scrive una storia che fa male nell’intimo, perché il freddo arriva nelle ossa come un rigido inverno dove si aspetta di morire senza potersi scaldarsi. Un lutto dell’anima che si perpetua negli anni come un avvoltoio appollaiato ad aspettare il resoconto di azioni e pensieri.

Più si prende coscienza più aumenta il dolore. La protagonista pensa, ma non agisce. Nel monologo che dilata il tempo vissuto, gli anni in sospeso e il presente non leniscono i dolori e i silenzi.

Con questo romanzo, Daniela Borla, si dimostra un’autrice emergente interessante e sensibile, che presta particolare attenzione ad una società che non solo non comunica più, ma che per paura di farlo preferisce il disagio che resta in una verità sconcertante che resta a galla come un corpo in decomposizione.
Editore: Leucotea
Codice EAN: 9788894917512
Anno edizione: 2020
Anno pubblicazione: 2020