LEGGI E, OGNI TANTO, SORRIDI

DI LUCIANO RAGNO

 

 

E’ già giovedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Apro i giornali. Viene la voglia di rimettersi a letto davanti a notizie che preoccupano e rattristano. No, ecco, due mi fanno sorridere. E poi, dicono che i giornali s’inventano tutto.
1) Riunione ad alto livello a Copenaghen. Attorno a un tavolo il primo ministro danese e il suo omologo del Kossovo. Ore di discussioni. Affare fatto.
Sul contratto firmato c’è scritto che la Danimarca paga 210 milioni di euro per avere in affitto a Gjilan, vicino a Pristina, capitale del Kossovo, un enorme edificio. Durata dieci anni. Ci pensa la stessa Danimarca a mandare gli inquilini: trecento stranieri da tempo residenti a Copenaghen.
Tre vincoli: vitto, alloggio e uno sguardo attento agli inquilini.
Un vincolo anche per gli inquilini: non possono disdire l’affitto. E’ tutto gratis, volete anche cambiare il contratto ?
E così, fra qualche giorno, 300 detenuti stranieri daranno l’ultimo saluto alla Sirenetta- è il simbolo di Copenaghen- che ogni momento vedono dalla cella e partiranno per il Kossovo.
C’è chi ha il pallino per gli affari.
2) Comunicato ufficiale diffuso dalla Tv di Stato: per undici giorni nessun cittadino della Corea del Nord si deve permettere di ridere. Pena il carcere. E’ un ordine del presidente Kim Jong-un per celebrare gli undici anni dalla morte del padre Kim Jong-li.
I nordcoreani sono abituati a non ridere. Perché la vita non è facile. Ma anche perché si va in carcere se si portano i jeans , se si mette il percing e se viene voglia di indossare un cappotto di pelle. Oltre che parlar male di Kim Jong-un, ovviamente.
Dimenticavo: vanno in carcere i nordcoreani che non si tagliano i capelli.
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(Immagine: La Sirenetta, simbolo di Copenaghen)