L’ESCALATION DELLA GUERRA

DI CLAUDIO KHALED SER

 

Non si fermano e difficilmente lo faranno.
Gli israeliani hanno deciso di cancellare la PALESTINA, nonostante le riserve americane sul loro piano di sterminio.
Il boia, completamente isolato politicamente, cerca con l’uso della forza di guadagnare consensi, ma l’ala terroristica del suo governo é sempre più in difficoltà, pressata da un’opinione pubblica che si sta lentamente smarcando dal progetto criminale in atto.
Gli alleati americani non possono, per il momento, far mancare la loro complicità, pressati a loro volta dalle potenti lobby ebraiche che inseguono il sogno del “grande Israele” usurpando ed occupando la Palestina.
L’incognita é l’ IRAN.
E ovviamente, quella rete di sostegno che ha creato negli ultimi anni.
Hezbollah in Libano, Houti in Yemen, ma anche legami solidi con la Siria, la Giordania e l’Iraq.
Un fronte che potrebbe muoversi compatto contro Israele, frantumando il sogno ebraico sopra citato.
Ma cosa serve a Teheran per scatenare l’offensiva?
Sicuramente il via libera dei Paesi arabi come l’Arabia ed il Qatar, ma soprattutto il nulla osta della Russia.
Il Cremlino sta già fornendo un discreto aiuto militare all’Iran, ma la guerra contro l’Ukraina gli impedisce di dirottare forze militari e armamenti in Medio Oriente.
C’é chi, come la Corea del Nord, che farebbe carte false pur di partecipare alla guerra, ma é considerata un alleato “pericoloso” per la smania egocentrica del suo governo di dimostrare agli americani tutta la sua forza.
La Cina sta usando tutta la sua pazienza nel tenere a freno le smodate velleità dei coreani.
Lo stato ebraico approfitta di questa impasse per continuare la sua folle e criminale aggressione, incurante dei rischi ai quali va incontro.
L’attacco al Libano, per esempio, sarebbe il detonatore di una guerra che eliminerebbe tutte le perplessità iraniane.
A quel punto, finalmente, per Israele sarebbe la fine.
Difficilmente, una volta incominciata l’opera, Teheran si fermerebbe.
E gli altri anche.
Gli americani, anche loro coinvolti nella (perdente) guerra in Ukraina, non potrebbero fare molto per sostenere lo stato ebraico.
Sarebbero costretti a dialogare con la controparte pur di salvare il salvabile.
Ed ovviamente a scendere a patti.
Compromessi che agli ebrei non farebbero di certo piacere.
Stranamente il miglior alleato dell’Iran potrebbe essere proprio Israele.
Se Tel Aviv dovesse continuare sulla strada intrapresa e scatenasse un’offensiva contro gli Hezbollah, darebbe a Teheran il via libera all’estensione del conflitto il cui esito per gli ebrei sarebbe catastrofico.
Ma Netanyahu é un pazzo criminale e pur di sopravvivere a se stesso, potrebbe compiere l’ultima mossa disperata della sua follia.