VIDEOGAME. “THE POLITICAL PROCESS”, IL SIMULATORE ELETTORALE PER ENTRARE NEI MEANDRI DEL SISTEMA POLITICO STATUNITENSE

DI LUCA BAGATIN

I simulatori elettorali sono quanto di più raro, ma allo stesso tempo quanto di più affascinante nel mondo videoludico.

Per almeno due ragioni.

Perché si imparano a conoscere e approfondire meglio le dinamiche politiche, anche di Paesi diversi dal nostro e perché – fra una competizione e l’altra – sale l’adrenalina del risultato finale.

“The Political Process”, sviluppato e edito da Verlumino Studios, è probabilmente il simulatore elettorale più profondo che esista, attualmente, nel mondo dei videogiochi e si basa sul processo elettorale statunitense.

Gioco in accesso anticipato e quindi in via di implementazione, “The Political Process” permette al giocatore di creare da zero un personaggio, con le caratteristiche fisiche e di età che si desiderano e dall’orientamento politico che si preferisce (in questo caso è possibile compilare un breve questionario, che calcolerà l’ideologia del nostro personaggio, sia in ambito fiscale che sociale, fra ben oltre 40 posizioni politiche differenti).

A questo punto potremo scegliere a quale partito appartenere, ovvero Democratico, Repubblicano o Indipendente (in quest’ultimo caso però, non avendo un partito alle spalle, sarà per noi più arduo ottenere consensi elettorali). In seguito, potremo comunque decidere di cambiare partito e anche orientamento politico.

Inoltre, potremo decidere se essere o meno sposati e/o avere dei figli e il nostro Stato e distretto di appartenenza. Tenendo conto che ogni Stato e distretto è unico e fondato su dari reali.

Una volta creato il nostro avatar, inizieremo la carriera politica, scegliendo se candidarci per il consiglio scolastico, oppure per la carica di consigliere comunale, oppure di Sindaco, per la Camera dei Rappresentanti, per il Senato, per diventare Governatore dello Stato, oppure direttamente per la Presidenza degli Stati Uniti d’America. E’ inoltre possibile scegliere di diventare Presidente del comitato della campagna elettorale, diventando così responsabile dell’elezione dei membri del nostro partito alle varie cariche pubbliche.

Di volta in volta, sarà opportuno creare una strategia elettorale, sia per sconfiggere gli avversari del nostro stesso partito, alle primarie, che per conquistare la carica pubblica ed essere eletti, sconfiggendo gli avversari.

Per poter fare ciò, dovremo creare una piattaforma elettorale, con un nostro programma e le priorità che vogliamo portare avanti; coordinare i volontari della campagna; fare pubblicità porta a porta; raccogliere fondi; organizzare manifestazioni pubbliche; essere intervistati e apparire in tv.

Dovremo decidere quanti fondi assegnare per influenzare l’opinione pubblica attraverso la nostra campagna di marketing e quali temi politici trattare, o, eventualmente, quali dei nostri avversari attaccare e su quali temi.

Adottare una strategia elettorale è la cosa più difficile da fare (e inizialmente da capire) in “The Political Process”, ma è anche l’aspetto cruciale e più divertente in vista dell’”esame finale”…ovvero delle elezioni, che decreteranno se saremo eletti o meno.

Qualora venissimo eletti, inizierebbe una nuova avventura, ovvero, a seconda della carica alla quale siamo stati eletti, avremo la possibilità di scrivere, votare le leggi, decidere i budget pubblico e, dunque, portare avanti le nostre idee e promesse elettorali.

Oltre 80 le tipologie di legislazioni che potremo scegliere e su settori quali politica fiscale, istruzione, sanità, lotta alla povertà e alla criminalità e altro ancora.

E’ possibile decidere se aumentare o diminuire le aliquote fiscali, ridurre le pene carcerarie e altro ancora e tutto avrà un impatto e una ricaduta nel gioco (ovvero sulla politica dello Stato o del Paese), oltre che ci permetterà di ottenere influenza politica.

Tutto sembra perfettamente incastrarsi in “The Political Process” e la profondità del gioco supera di gran lunga l’aspetto grafico, che è semplice, fatto di slide e tabelle, ma la grafica e il comparto sonoro (piuttosto monotono), non sono certo il fulcro del gioco.

Il gioco, infatti, si basa su una rappresentazione più o meno reale del sistema politico statunitense, fondato certamente anche sulle idee, ma molto più spesso sul danaro e sull’astuzia politica.

Oltre alla modalità Campagna, che è di fatto infinita e sandbox, finché il giocatore non deciderà di ritirarsi dalla politica, esiste anche la modalità Dittatore, ovvero la possibilità di giocare come Presidente per tutto il tempo che si desidera, senza dover vincere una rielezione. E, quindi, controllare il budget pubblico e scrivere la legislazione senza alcuna interferenza da parte del Congresso.

Nel gioco non è presente un tutorial, ma esiste una pagina dei concetti di base che spiega molti aspetti del gioco e fornisce consigli utili su come giocare.

In generale “The Political Process” è piuttosto semplice nell’apprendimento, a patto di conoscere la lingua inglese, perché non è tradotto in altre lingue.

Per poter essere giocato è sufficiente un pc con sistema operativo Windows 10 o 11, con una scheda video di fascia media con 2 GB di RAM e 500 MB di spazio libero su disco fisso.

E’ acquistabile su Steam al seguente link: https://store.steampowered.com/app/1184770/The_Political_Process/

Luca Bagatin