PRONTI PER L’OSPITATA?

DI PIERLUIGI FERDINANDO PENNATI

 

Dopo il Congresso americano, il Parlamento europeo, il Bundestag tedesco e la Knesset israeliana domani Zelensky sarà ospite di quello italiano in perfetto stile comunicativo reality show che a tanti piace e che un ex attore navigato come il presidente ucraino sa ben mettere in scena.
Chissà cosa dirà di nuovo, da inizio conflitto il presidente è in video costante, come una sorta di Grande Fratello CDS (capi di stato), e fino ad ora le notizie che ci ha dato nel corso delle sue dirette sono state che l’esercito russo invasore bombarda le centrali nucleari mettendo in pericolo atomico il mondo, ospedali pediatrici in funzione, scuole aperte, piscine frequentate, case civili abitate, teatri pieni di persone nei sotterranei e negli ultimi giorni persino case di riposo piene di anziani prima di stuprare milgliaia di donne sul suo cammino.
Praticamente e nonostante la guerra, una vita normale interrotta dalle bombe ed il tutto mentre afferma che l’esercito russo è agli sgoccioli, i suoi generali vengono uccisi, le truppe trucidate in massa se non si arrendono consegnando i mezzi blindati da riutilizzare per la resistenza, infatti migliaia hanno deposto le armi piangendo come vitelli che loro in guerra non ci volevano andare, credevano fosse una gita organizzata dal governo con un videogioco spara, spara di quelli che si usano oggi.
Ovviamente nessuno ha fatto caso che fino ad ora nessun obiettivo militare è stato colpito e non vi è stata nessuna perdita da parte dell’eroico esercito ucraino, la cui resistenza è già stata paragonata a quella dei partigiani italiani, tanto che all’inizio del conflitto fu persino stimolato il canto di “Bella ciao” affinché l’occidente potesse sentire la voce che chiedeva libertà, che imperterrito resiste ed avanza protetto da un campo di forza impenetrabile fornito dalla federazione dei mondi di Star Trek.
Ma non basta, per impressionare di più ed ottenere il massimo cita personaggi e frasi famose che oggi piacciono tanto a chi frequenta i media, al Congresso americano ha tenuto banco con Martin Luther King ed il suo “I have a dream”, che c’entra con i cavoli a merenda con la situazione ucraina, arrivando persino a nominare di fronte alla Knesset il criminale Hitler paragonando le sue parole d’ordine e lo sterminio degli ebrei con l’avanzata russa odierna, che poi come dice spesso tanto avanzata non dovrebbe essere se il loro esercito sta davvero perdendo, ottenendo così persino l’irritazione del governo israeliano e le risposte di vari ministri, tra i quali quello delle comunicazioni Yoaz Hendel che gli ha replicato che «la terribile storia della Shoah non può essere riscritta. La guerra è tremenda ma le comparazioni con gli orrori della Shoah e la soluzione finale sono oltraggiose».
In ogni caso sappiamo che in tutte le sue ospitate parlamentari ha sempre chiesto sanzioni ma soprattutto armi e l’entrata in guerra di tutte le nazioni per contrastare l’invasore, ovvero di avviare con certezza la 3a guerra mondiale nucleare aggredendo la Russia, ed escludendo qualsiasi altra soluzione negoziale, pur dichiarandosi pronto al negoziato, su cosa è forse la domanda da porsi.
Certo, se fosse matto si dovrebbe parlare di schizofrenia, ma matto non sembra esserlo, sembra solo più convinto delle sue capacità ipnotiche e persuasive per ottenere che altre nazioni lo tolgano dal pantano dove si è spinto, o è stato spinto ed ora non sa come altrimenti uscirne senza ammettere di essere stato quantomeno azzardato, se non direttamente stupido a cacciarsi in un guaio simile, chissà.
A me personalmente la presenza, anche se solo in video, di Zelenski nel nostro parlamento fa pensare più a qualcuno che si è fidato dei consigli dello zio ricco ed ha pestato più o meno volontariamente un escremento enorme, così grande che lo ha sporcato oltre le caviglie ed adesso non sapendo come fare senza sporcarsi oltre ad uscirne cerca di pulirsi almeno le suole delle scarpe camminando trascinando i piedi sui pavimenti delle case degli altri.
Ha detto bene il presidente cinese Xi Jinping «jie líng hái xu xì líng rén», ovvero qualcosa come «Spetta a chi ha legato il sonaglio al collo della tigre il compito di toglierlo», io aggiungerei che a questo spetta anche di pulirgli le scarpe dalla cacca dove lo ha infilato, se voi siete pronti all’ospitata che potrebbe inzozzare irreparabilmente il nostro paese, io lo sono meno.