CRONACHE DALLA SERVITU’ DELLA GLEBA

 

DI MASSIMO RIBAUDO

Purtroppo in Italia abbiamo parecchi servi e schiavi, senza bisogno di importarli. C’è una forte tendenza a schierarsi coi forti, coi padroni, con il ricco e valoroso imprenditore, da parte di una moltitudine inginocchiata. Pronta ad ogni tipo di autoritarismo e fascistume vario. Un fatto di cronaca molto recente ce lo dimostra.

Roberto Angelini è un cantante-musicista diventato famoso per canzoncine ballabili fine anni ’90 (Gattomatto).
Da molti anni è anche il frontier man della band di Gazebo-Propaganda Live: si, il programma di Diego Bianchi, in arte Zoro, che fa credere che La7 sia una televisione “di sinistra”, progressista. Tutta una finta: la presenza di un democristiano come Marco Damilano rivela che di buono nel programma di Zoro ci sono solo i fumetti di Zerocalcare.

Torniamo ad Angelini, che coi soldi delle canzonette s’è fatto anche un ristorante. E’ un RISTORATORE.

Giorni fa, una ragazza che lavorava nel suo ristorante, ha preso una salatissima multa perchè è stata beccata a consegnare una cena a domicilio nell’orario del coprifuoco, ed è pure senza contratto. Lo ha chiesto da anni a Bob Angelini, il prode artista “di sinistra”, ma lui glielo ha sempre negato. La pagava ” a nero”. E quindi lei lo ha denunciato alla Guardia di Finanza.

Questa storia la tira fuori lo stesso Angelini dicendo che una “pazza incattivita dalla vita” lo sta ricattando perchè vuole dei soldi.

Lo scrive su Instagram, il RISTORATORE.

Ecco il post su Instagram .

“Questa non è la faccia del musicista che siete abituati a conoscere.
Questa è la faccia di un ristoratore (si, ho un ristorante) che ha appena scoperto di essere stato denunciato da un’“amica” alla guardia di finanza.
Dopo un anno di sacrifici per non chiudere cercando di limitare al massimo il ricorso alla cassa integrazione per i miei dieci dipendenti (visti i tempi biblici).
Ho comprato un furgoncino per le consegne e fatto lavorare amici che avevano bisogno.
Mi sono indebitato per pagare i fornitori.
Ho resistito con i ristori evidentemente inadeguati.
Non avendo uno spazio all’aperto sto facendo i salti mortali per allestirne uno al volo.
E poi…
15 mila euro di multa per lavoro in nero.
A me… Che ho avuto sempre tutti in regola e non essendo del mestiere, non avrei neanche saputo come fare.
Capisco tutto, capisco le giuste lotte per riconoscere i diritti dei rider che lavorano per grandi multinazionali del delivery, ma un piccolo imprenditore cosa avrebbe potuto fare?
Mi sembrava pure di fare del bene.
Pensa te.
Pagheró, non è questo il punto.
E se non avessi potuto pagare?
Per colpa di una pazza incattivita dalla vita sarei stato costretto a chiudere e mandare a spasso 10 persone”.

La cosa assurda è che il popolo dei seguaci di “Propagande-Live” all’inizio si schiera con il musicista-ristoratore-imprenditore-evasore. LA DIPENDENTE di Angelini dice il vero. Intanto i suoi fan accusano e attaccano la ragazza e allora lo stesso Angelini è costretto ad ammettere, si scusa, dice di aver sbagliato, e si prende “una pausa di riflessione” dal programma.

Intanto però i servi italiani avevano creduto a lui, non alla ragazza truffata. Diego Bianchi dice che “i social, gli spettatori di Propaganda Live e lui stesso non sono giudici. Angelini ha sbagliato gravemente, ma può tornare a cantare e suonare quando vuole. Il programma è casa sua”. Ah. I seguaci, come se fossero leghisti qualunque, hanno il dovere di non giudicare.
Questi signori invece, si professano “di sinistra”.
Ecco perchè poi la gente vota Giorgia Meloni. Sbagliando, certo. Ma le reazioni rabbiose degli schiavi sono così: autolesioniste e irrazionali.

Riflettiamo. Molto spesso, mia esperienza personale di tutta la vita, il gruppo di lavoro non difende mai il singolo dipendente, ma il padrone: anche e soprattutto quando sbaglia. “Hanno famiglia”.
Che speranze di emancipazione, autonomia e libertà si possono avere, così?

p.s. Sui giornali che commentano la vicenda non si dice che bisogna regolarizzare i lavoratori, no. Bisogna stare attenti a cosa scriviamo sui social.