DI MARIO PIAZZA

Oggi tocca a…

In una società complessa dobbiamo mettere in conto che ci siano vittime innocenti, e non sto parlando di quei poveri disgraziati che in guerra con cinismo vengono definiti “danni collaterali”.
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Si può morire nella tranquilla quotidianità di un’esistenza normale, vittime di un incidente o di una malattia improvvisa nonostante le migliaia di regole e di sistemi di prevenzione che ci siamo dati affinché ciò non avvenga. Regole che non tutti seguono, penso ai ragazzi bruciati nella discoteca svizzera e al numero impressionante di morti sul lavoro, e mi domando come invece sia tollerabile che altre regole vadano esattamente nella direzione contraria.
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Sto parlando degli inseguimenti della polizia per acciuffare chi non si ferma a un posto di blocco. E’ certo che chi non si ferma all’alt sia un delinquente ma è altrettanto certo che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di criminalità marginale, ladri e spacciatori che potrebbero essere arrestati in circostanze che non mettano a repentaglio la vita di ignari passanti, degli inseguitori e dei delinquenti stessi.
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Persino nel far west americano, lo avrete visto nelle tante clip che circolano in rete, la polizia ammorbidisce gli inseguimenti e aspetta cospicui rinforzi per fermare i sospetti nelle condizioni di massima sicurezza possibile. Da noi no, vi ricordate il vergognoso audio dell’inseguimento che ha causato la morte di Ramy? Da noi l’inseguimento diventa una specie di videogame, un gioco mortale di guardia e ladri, una sfida tra un piccolo delinquente e un poliziotto assatanato che pur di vincere non esita a mettere in pericolo la vita di chi ha la sfortuna di incrociarlo.
Prevenzione un par di palle, la regola sembra essere che “a chi tocca non si ingrugna”.
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Mario Piazza
03 Marzo 2026