DI LUCA BAGATIN

“Lasyara: il Regno tra le Vette”, sviluppato e edito da Quite OK Games (https://quiteokgames.com), è un city builder che sceglie una strada decisamente controcorrente, rispetto ad altri del suo genere.
E’ un videogioco che non promette espansioni infinite su pianure fertili, né concede facili scorciatoie.
Invita, piuttosto, a salire. E salire, come insegna la vita prima ancora del videogioco, significa assumersi responsabilità.
“Lasyara” è un gestionale strategico ambientato in una realtà fra le vette immaginarie di una realtà asiatica buddhista che potrebbe rassomigliare, per molti versi, al Tibet.
Una realtà che permette al giocatore di fondare e sviluppare un regno spirituale tra pareti scoscese, pendii instabili e condizioni climatiche che non fanno alcuno sconto.
La verticalità non è un vezzo grafico, ma la sostanza stessa dell’esperienza. Ogni costruzione richiede uno studio attento del terreno; ogni catena produttiva deve fare i conti con distanze, dislivelli e pericoli naturali. Le valanghe non sono semplici eventi casuali, bensì conseguenze di una pianificazione superficiale o di un’espansione troppo ambiziosa.
Ed è proprio qui che “Lasyara” mostra la sua anima più interessante.
Non si limita a proporre una sfida tecnica, ma suggerisce una riflessione più ampia sul rapporto fra uomo e ambiente che lo circonda. Non siamo, infatti, dominatori assoluti del territorio, bensì siamo ospiti. E, come tali, dobbiamo imparare a rispettarne limiti e peculiarità. La gestione delle risorse, in “Lasyara”, diventa quindi un esercizio di equilibrio, quasi un dialogo silenzioso con la montagna.
Il ritmo del gioco è volutamente ponderato. Non c’è frenesia, non c’è spettacolarizzazione forzata. C’è, invece, una progressione graduale che premia la lungimiranza.
Si inizia con strutture essenziali e, passo dopo passo, si costruiscono infrastrutture più complesse, si organizzano reti di trasporto verticali, si sviluppano sistemi di difesa contro le minacce naturali. Ogni successo ha il sapore della conquista autentica, perché nulla è regalato.
Ben cinque le modalità di gioco: Campagna (che comprende anche il tutorial, per i neofiti), in cui affrontare 15 missioni a difficoltà crescente, per salvare il Regno di Lasyara; Scenario, che ci permette di giocare una partita limitata alla scelta di una mappa scelta fra una serie di montagne con forme, condizioni e obiettivi diversi; Sandbox, nella quale fondare più città su montagne differenti, collegandole tramite una rete commerciale, senza alcun obiettivo predeterminato; Sfida, che presenta brevi e difficoltosi scenari che mettono alla prova le capacità gestionali del giocatore e, infine, la Modalità Libera, nella quale non solo non c’è alcun obiettivo da raggiungere, ma non vi è nemmeno alcun saldo monetario a cui badare, né alcun bisogno della popolazione da soddisfare. Questa è decisamente la modalità più creativa e che permette di realizzare la città dei nostri sogni.
La grafica di “Lasyara: il Regno tra le Vette” è particolarmente colorata e rilassante. Le montagne sono maestose senza essere ridondanti, i colori mutano con le stagioni e con l’altitudine, creando scenari che trasmettono tanto isolamento quanto bellezza. La colonna sonora accompagna con discrezione, quasi a non voler disturbare il silenzio delle vette. Quello che ci si presenta davanti è, dunque, un comparto estetico che non cerca l’effetto speciale a tutti i costi, ma costruisce un’atmosfera coerente e immersiva.
Interamente tradotto anche in italiano, grazie alla community, “Lasyara”, certamente, non è un gioco rivolto a pubblico in cerca di gratificazione immediata. Richiede pazienza, attenzione ai dettagli, capacità di accettare l’errore come parte del percorso. Può risultare severo, talvolta spigoloso, ma mai ingiusto. Ogni difficoltà ha una logica, ogni ostacolo può essere superato con una pianificazione più accorta.
“Lasyara: il Regno tra le Vette”, rappresenta un invito alla lentezza e alla riflessione strategica. È un gioco che non urla, ma sussurra. E proprio per questo riesce a lasciare il segno.
Costruire un regno tra le vette non è solo un obiettivo ludico, ma una metafora. È la dimostrazione che la crescita, per essere solida, deve poggiare su fondamenta pensate con cura. E che talvolta, per vedere più lontano, occorre avere il coraggio di affrontare la salita.
Per poter essere giocato è necessario un pc con sistema operativo Windows 10 o 11, con minimo 4 GB di RAM; una scheda video di fascia medio-alta e circa 4 GB di spazio libero su disco fisso.
E’ acquistabile su Steam a questo link: https://store.steampowered.com/app/1823950/Laysara_Il_Regno_tra_le_Vette/
Luca Bagatin

