Quello che sta accadendo in Iran è gravissimo e profondamente irresponsabile

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SANDRO RUOTOLO – Dalla sua pagina FACEBOOK –

Quello che sta accadendo in Iran è gravissimo e profondamente irresponsabile

Quello che sta accadendo in Iran è gravissimo e profondamente irresponsabile. Gli attacchi preventivi condotti mentre erano in corso negoziati rischiano di incendiare l’intero Medio Oriente e rappresentano un colpo pesante al diritto internazionale.
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L’idea che si possa stabilizzare la regione a colpi di bombe è una pericolosa illusione. Lo abbiamo già visto: in Iraq e in Afghanistan le guerre “risolutive” hanno prodotto solo caos, instabilità e nuove minacce. Ripetere oggi lo stesso schema è un errore che il mondo non può permettersi.
Donald Trump continua a comportarsi come il gendarme del mondo, riproponendo una logica unilaterale che ricorda la vecchia dottrina Monroe, ma su scala globale. Altro che pace promessa: la sua linea in Medio Oriente sta alimentando disordine e tensioni, inseguendo ancora una volta le posizioni più dure del governo Netanyahu. È uno scenario allarmante, anche per gli interessi europei.
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Sia chiaro: nessuna indulgenza verso il regime di Teheran, che continua a reprimere brutalmente il proprio popolo e a destabilizzare la regione. Ma proprio per questo serve pressione politica, negoziati e non un’escalation militare che rischia solo di rafforzare le componenti più radicali.
Preoccupa, inoltre, il balbettio della Commissione europea e della presidente Ursula von der Leyen, finora incapaci di esprimere una posizione netta contro l’escalation. In un momento così delicato, l’Europa non può limitarsi a dichiarazioni prudenti o ambigue: serve una voce chiara, autonoma e coerente a difesa del diritto internazionale e della via diplomatica.
Come hanno ricordato le Nazioni Unite, bombe e missili non sono la soluzione.
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Il Governo Meloni non commetta l’errore di offrire copertura, anche solo politica, ad azioni unilaterali che violano lo spirito dell’articolo 11 della Costituzione. L’Italia lavori invece per proteggere i propri militari e i propri cittadini nell’area e si faccia promotrice, in Europa e nelle sedi internazionali, di una vera de-escalation.
La priorità adesso è una sola: fermare la spirale militare.
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