DI MARIO PIAZZA

Lascia l’ascia

Ci siamo abituati a giudicare la stessa azione, che si tratti di un fatto di cronaca come quello del boschetto di Rogoredo o dell’attacco militare contro una nazione sovrana, dagli effetti che produce invece che dalle intenzioni di chi la compie. E’ un modo di ragionare emotivamente comprensibile che però decreta la fine di ogni principio di civiltà e dell’idea stessa che possano esistere diritti inviolabili uguali per tutti.
Anche rimuovendo la forsennata campagna denigratoria in chiave anti-islamica che dal 1979 ha messo al centro l’Iran, credo che nessuno si rammaricherebbe se un regime teocratico che afferma il proprio potere sulla repressione violenta andasse a gambe all’aria. Da questo ad approvare ciò che USA e Israele stanno facendo il passo è breve, ma è un passo che ci spedisce dritti dritti in una barbarie infinitamente peggiore di quella degli Ayatollah, anche senza adultere lapidate e omosessuali impiccati in piazza.
Fino a ieri l’Iran non faceva paura a nessuno che non fosse all’interno dei suoi confini e possiamo dare per certo che a Trump e Netanyahu di costoro importa molto meno di un cacchio, così come degli Afgani, dei Palestinesi, degli Ucraini, dei Russi, dei Venezuelani, dei Cubani e di ogni altro popolo sia utile martoriare e sacrificare per raggiungere il dominio assoluto, in Medio Oriente per Israele e planetario per gli USA.
Un passo alla volta noi occidentali stiamo diventando più idioti dei famosi alberi, quelli che fanno il tifo per l’ascia perchè ha il manico di legno.
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Mario Piazza
01Marzo 2026