DI LEONARDO CECCHI

Crosetto bloccato a Dubai mentre infuria l’attacco all’IRAN

Oltre il confronto politico, la vicenda Crosetto bloccato a Dubai fa sinceramente tristezza.
Quelli che il nostro governo reclama essere amici intimi, alleati fidatissimi; quelli con cui si vanta di avere rapporti unici, privilegiati, probabilmente non hanno neanche pensato che fosse necessario avvisare il Governo italiano di un imminente attacco, così da consentire allo Stato di mettere al riparo un ministro (ripeto: un ministro, e per giunta della Difesa, di un Paese alleato e parte del G7) e migliaia di italiani nell’area (di cui 300 in Iran).
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Non è che ci hanno pensato e hanno poi scartato l’idea: non gli ha neppure sfiorato la mente, quasi certamente. Non contiamo nulla. Perché a questo livello sarebbe bastato un “pizzino” mandato qualche giorno prima. E invece niente.
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Tutto questo fa tristezza perché è profondamente imbarazzante. Vedere una retorica insopportabile, gonfia e provincialotta, costruita in quattro anni di bugie e propaganda venire giù in un lampo e nel peggiore dei modi – mettendo persone a rischio – è infatti imbarazzante. Già con le legnate prese sui dazi c’era da vergognarsi, ma con questo episodio si è arrivati al culmine.
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Un governo serio ora convocherebbe gli ambasciatori e farebbe un casino che la metà basterebbe.
E invece farà come sempre: finta di niente. Continuando a dire che nel mondo, della galassia, nell’universo e l’oltreverso il Governo Meloni è l’attore fondamentale di tutta la diplomazia e siede a tutti i tavoli (contemporaneamente).
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Leonardo Cecchi
01Marzo 2026