DI PAOLO DI MIZIO

Assassini democratici

L’Iran ha confermato che Usa e Israele hanno assassinato l’ayatollah Ali Khamenei. Il New York Times ne dà notizia alle 03:38, ora italiana, con questo ipocrita linguaggio:
«L’Iran dice che la Guida Suprema è morto durante gli attacchi israelo-americani.
La morte dell’ayatollah Ali Khamenei, che per quasi 37 anni ha guidato la nazione con pugno di ferro, solleva la prospettiva di caos e vuoto di potere in una regione già turbolenta».
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Un linguaggio ipocrita perché Khamenei, secondo il NYTimes, è “morto”, non è stato “assassinato” o “ucciso” da un attacco mirato. La spiacevole evenienza ha avuto luogo “durante” i raid, non per “un tentativo diretto di assassinarlo”; quindi sfortunatamente Khamenei deve essere morto per una indigestione o un attacco cardiaco proprio mentre americani e israeliani erano impegnati negli onesti bombardamenti missilistici sull’Iran, ammazzando en passant alcune decine di bambine di una scuola elementare (bene, così adesso quelle bambine non dovranno sottostare all’obbligo del velo islamico: missione compiuta!).
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Sorvoliamo sul “pugno di ferro” ovvero un Paese minacciato di distruzione da 70 anni che si arma per difendersi. Notiamo che il NY Times non menziona che l’attacco è avvenuto a tradimento mentre erano in corso i negoziati diplomatici, la cui prossima riunione era prevista a Ginevra a metà della settimana prossima. Non menziona il fatto che la guerra non ha il mandato dell’Onu e non ha alcuna base legale nel diritto internazionale. Non menziona che l’attacco è illegale perfino per il diritto statunitense, perché la Costituzione impone che per muovere guerra il Presidente deve avere l’approvazione del Congresso e del Senato, mentre Trump non li ha neppure informati preventivamente.
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E infine il NY Times nota che si crea “una prospettiva di caos e vuoto di potere”, senza dire che caos e vuoto li hanno provocati USA e Israele, in una regione “già turbolenta”, ovvero una regione che americani e israeliani hanno reso turbolenta per gli ultimi 78 anni con violenze e massacri contro popoli, leggi e nazioni.
Massacri democratici, s’intende.
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Paolo Di Mizio
01 Marzo 2026