Gli USA ammoniscono l’Ucraina per l’attacco al terminal petrolifero di Putin sul Mar Nero

DI PIERLUIGI FERDINANDO PENNATI

P. F Pennati

 

Gli USA ammoniscono l’Ucraina per l’attacco al terminal petrolifero di Putin sul Mar Nero

In un discorso pubblico tenuto dal presidente Russo Vldimir Putin aveva annunciato, improvvisando, che gli era giunta notizia di un attacco (ucraino) agli oleodotti russi nel Mar Nero, ma da noi nessun giornale ne ha riportato la notizia. La cosa può sembrare strana, dato che ogni piccolo successo delle azioni ucraine ha sempre una grande risonanza nei nostri paesi, il problema, però, risiederebbe nelle azioni ucraine nel Mar Nero che comprometterebbero gli interessi statunitensi nell’area.
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Durante un briefing per il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala, l’ambasciatrice dell’Ucraina negli Stati Uniti, Olha Stefanishyna, ha affermato che Washington ha espresso preoccupazione per il fatto che gli attacchi abbiano danneggiato gli interessi economici americani, inviandogli attraverso il Dipartimento di Stato americano una notifica diplomatica formale a seguito degli attacchi ucraini al porto russo di Novorossiysk alla fine del 2025.
Olha Stefanishyna ha detto “Abbiamo sentito dire che gli attacchi ucraini a Novorossiysk hanno avuto ripercussioni su alcuni degli investimenti americani effettuati attraverso il Kazakistan” “e abbiamo sentito dal Dipartimento di Stato che dovremmo astenerci dall’attaccare gli interessi americani.”
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Gli attacchi avevano preso di mira le infrastrutture energetiche della città portuale russa sul Mar Nero, tra cui un attacco del 14 novembre che ha danneggiato un importante terminal petrolifero ed il 29 novembre successivo, altri attacchi con droni navali, avevano colpito il terminal marittimo del Caspian Pipeline Consortium, costringendo a una sospensione temporanea delle spedizioni di petrolio da una delle rotte di esportazione più importanti della regione.
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Kiev non ha mai confermato ufficialmente la responsabilità degli attacchi, sebbene le forze ucraine abbiano regolarmente preso di mira le infrastrutture energetiche russe per indebolire le capacità belliche di Mosca, e secondo Stefanishyna l’avvertimento non implicava una restrizione più ampia delle operazioni militari ucraine, ma era specificamente legato a preoccupazioni economiche in quanto “gli interessi economici americani erano stati li violati”, aggiungendo che l’Ucraina ha riconosciuto l’avvertimento.
Per capire il problema, va osservato che il Caspian Pipeline Consortium gestisce un importante oleodotto che collega i giacimenti petroliferi occidentali del Kazakistan al terminal di esportazione di Novorossiysk sul Mar Nero, il progetto è un’iniziativa internazionale che coinvolge aziende energetiche russe, kazake e straniere e rappresenta una rotta fondamentale per le esportazioni di greggio kazako verso i mercati globali ed ha il colosso petrolifero statunitense Chevron tra i principali azionisti, il che rende la struttura strategicamente importante per gli investitori americani.
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Ora, se fossero meglio confermati i nuovi attacchi, si tratterebbe di un altro problema per Kiev con gli interessi USA, in quanto i danni che avevano già causato un calo significativo delle esportazioni di petrolio kazako si andrebbero ad accumulare a quelli nuovi determinando un ulteriore irrigidimento delle posizioni americane. Tutto ciò mentre l’Ucraina celebrava il quarto anniversario dell’invasione su vasta scala lanciata dalla Russia il 24 febbraio 2022, ed il presidente ad interim ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la Russia non è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi dall’inizio dell’invasione, insistendo sul fatto che l’Ucraina continuerà a impegnarsi per la pace e la giustizia.
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Contemporaneamente, sfruttando l’anniversario, i leader europei hanno riaffermato il sostegno a Kiev, martedì il primo ministro britannico Keir Starmer ha affermato che gli alleati dell’Ucraina devono “sconfiggere la falsità secondo cui la Russia sta vincendo”, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha descritto la guerra come “un triplice fallimento per la Russia”. Dichiarazioni, unite a quella congiunta dei leader delle nazioni del G7 che hanno ribadito il loro “incrollabile sostegno” alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina, che stridono con la situazione sul campo di battaglia dove le forze russe continuano, anche se lentamente e si dice a costi elevati, ad avanzare.
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Il presidente russo Putin ha anche affermato che secondo gli atti depositati dagli alleati e dagli USA presso il tribunale penale internazionale, nel processo per l’autodeterminazione del Kosovo e dell’area balcanica si fa espresso riferimento al fatto che secondo il diritto internazionale non sia necessaria l’approvazione del governo centrale di una nazione per riconoscere i territori secessionisti, ed avendo loro stessi creato questo precedente, il principio è applicabile anche alle repubbliche secessioniste del Donetsk e Lugansk ed a tutti i territori che lo volessero, nelle stesse condizioni.
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Pierluigi Ferdinando Pennati
28 Febbraio 2026