La famiglia di Francesca Albanese ha citato in giudizio il presidente Usa Donald Trump

DI MARIO IMBIMBO

 

La famiglia di Francesca Albanese ha citato in giudizio il presidente Usa Donald Trump

La famiglia di Francesca Albanese ha citato in giudizio il presidente Usa Donald Trump. Al centro del ricorso ci sono le sanzioni imposte dagli Stati Uniti alla relatrice speciale dell’Onu per i diritti dei palestinesi nei territori occupati. L’atto è stato depositato al tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto di Columbia.
A presentare il ricorso sono stati il marito di Albanese, Massimiliano Cali, e il loro figlio.
.Nel ricorso si elencano tutte le gravi lesioni che la Albanese e la sua famiglia hanno dovuto subire: blocco dei conti bancari, interruzione dei rapporti con alcune università, impossibilità di viaggiare negli Stati Uniti e perdita dell’accesso a un appartamento della relatrice Onu a Washington, persino l’impossibilità di offrirle un caffè per non incorrere in ulteriori sanzioni. Nel comminare queste assurde sanzioni però l’amministrazione Usa avrebbe violato i diritti garantiti a Francesca Albanese dal primo, quarto e quinto emendamento della Costituzione americana, disponendo il sequestro dei beni senza un adeguato procedimento legale.
La richiesta è che le sanzioni vengano dichiarate incostituzionali. “Le sanzioni, se utilizzate in modo appropriato, sono uno strumento potente per interrompere e indebolire le attività di terroristi, criminali e regimi autoritari. Tuttavia, le sanzioni vengono abusate quando mirano a mettere a tacere punti di vista sgraditi e a violare i diritti costituzionali di persone che il governo non gradisce” che è esattamente quanto accaduto a Francesca Albanese, messa a tacere perché le sue verità erano sgradite al governo Usa e soprattutto israeliano.
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Siamo con te Francesca. Siamo con te.
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Mario Imbimbo
27 Febbraio 2026