Rogoredo (Milano) – Riassunto delle puntate precedenti

DI GUIDO SARACENI

 

Rogoredo (Milano) – Riassunto delle puntate precedenti

il 26 gennaio un poliziotto uccide un uomo di origini marocchine nella periferia della città.
Come sempre, la destra si affretta a strumentalizzare la cronaca nera nella speranza di ottenere un vantaggio elettorale.
Meloni, Salvini, Piantedosi e tanti altri pubblicano post in cui esprimono tutta la loro ammirazione e la loro solidarietà, dichiarando di stare “sempre dalla parte del poliziotto” al quale bisognerebbe addirittura dare una medaglia!
Molti esponenti della destra aggiungono lo sdegno per l’indagine a carico del poliziotto, invitando i cittadini a votare “sì” al prossimo referendum – per punire la magistratura.
Tutto chiaro sin qui?
Benissimo.
Ieri l’agente che ha sparato è stato fermato e condotto in carcere dato che i magistrati ne hanno ravvisato il pericolo di fuga.
È accusato di omicidio volontario e omissione di soccorso: avrebbe aspettato 23 minuti prima di chiamare il 118 per Mansouri, agonizzante dopo lo sparo.
“La vittima quando è stata colpita non impugnava alcuna arma, che è stata portata e posta accanto al corpo in una fase successiva” si legge, inoltre, nell’ordine di fermo.
L’ipotesi è che, in quei minuti, un collega sia andato a prendere una pistola finta, e che, solo dopo averla posizionata vicino al corpo di Mansouri, siano stati chiamati i soccorsi.
Forse Mansouri stava scappando – come avrebbe dichiarato un testimone oculare. O forse ancora veniva ricattato e taglieggiato dal poliziotto, come hanno riportato alla stampa alcuni conoscenti della vittima.
Tutte queste ipotesi sono ora al vaglio dei magistrati.
Attenzione: non sto dicendo che il poliziotto sia certamente colpevole, ma ci tengo a sottolineare che non ci si schiera mai dalla parte di nessuno “a prescindere”, sempre e comunque.
I poliziotti sono esseri umani. Possono sbagliare e commettere un reato – in maniera più o meno consapevole e volontaria. Così come possono sbagliare tutti – dai preti ai meccanici, ai medici.
È pericolosissimo schierarsi “sempre e comunque” dalla loro parte, pretendere che non ci sia alcun controllo sulla loro condotta, immaginare che siano protetti da uno scudo e che abbiano ragione “a prescindere”.
Significa mettersi sotto i piedi la Costituzione e i diritti dei cittadini. In preda ad un delirio autoritario. Sulla scia di ciò che accade in America.
Alla faccia dello Stato di Diritto.
Della democrazia.
E della sicurezza.
24.2.2026
Mala Tempora Currunt

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Prof. Guido Saraceni, dal suo blog personale

24 Febbraio 2026