DI BARBARA LEZZI

Un Tajani che prende decisioni non esiste, lui deve solo ubbidire

Quest’uomo in foto, Antonio Tajani, è lo sfidante Ministro degli Esteri della Repubblica italiana.
È colui che, quando deve dichiarare qualcosa, appare un po’ confuso, è sempre alla ricerca delle parole giuste per non dire niente che possa infastidire Marina Berlusconi, Giorgia Meloni e gli americani.
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Non è facile perché spesso gli interessi dei tre soggetti sono divergenti e lui – per restare ben agganciato alla poltrona – deve tenere a galla il partito quindi è costretto a barcamenarsi con frasi che diventano sempre più sconcertanti.
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Questa volta, però, è determinato. Ha deciso di esportare la democrazia ed emulare gli amici americani di ogni schieramento che hanno da sempre l’arroganza di impicciarsi negli affari di mezzo mondo per soddisfare i propri interessi.
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Tajani ha detto: “E’ meglio cambiare senza violenza, ma un cambiamento è necessario. Cuba è un regime comunista. L’Italia difende la democrazia in tutto il mondo, Cuba compresa”. Lui decide quando è necessario un cambiamento? Un Tajani che prende decisioni non esiste. Semplicemente non c’è, perché lui sa solo ubbidire. Sta, con questa sua dichiarazione, adeguando la posizione del nostro Paese ai desiderata di Trump che sta strangolando Cuba.
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Tajani non dice una parola su Trump che impone all’Europa di acquistare solo armi americane, non fiata nei confronti di Netanyahu che continua a massacrare i palestinesi ma gli viene fuori la voce per allinearsi agli USA nell’ennesima violenta interferenza.
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Barbara Lezzi
21 Febbraio 2026