DI MICHELE PIRAS

“Io sto col poliziotto”

Ci avevano messo venti secondi a schierarsi col poliziotto di Rogoredo, venticinque per scatenare la loro furia razzista contro i migranti.
“Io sto col poliziotto”.
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Poi si scopre che il ragazzo ucciso era disarmato, che il poliziotto è un corrotto che chiedeva il pizzo in contanti e cocaina, che ha tentato di insabbiare l’assassinio portando una pistola finta sul luogo del delitto, ritardando la richiesta di soccorsi, che ha sparato perché Mansouri si rifiutava di pagarlo.
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E tutti a balbettare, di fronte a una colossale figura di mer*a, senza mai la buona creanza di chiedere scusa per l’ennesima tanica di benzina gettata sul fuoco.
Se fossimo idioti dovremmo ora prendercela con tutti i poliziotti d’Italia e del Mondo, ma siamo abbastanza intelligenti da sapere che gli atti di un criminale non implicano la condanna di un’intera categoria, né implicano che tutta la Polizia sia corrotta.
E sarebbe auspicabile che tale elementare forma di raziocinio fosse usata sempre.
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Ma a quanto pare è merce rara.
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Michele Piras
22 Febbraio 2026