DI MARIO PIAZZA

Era ora, Presidente


Più di questo Mattarella non poteva fare, e lo ha fatto in maniera impeccabile.
Alle offese di un ministro esagitato incapace di controllarsi ben oltre la soglia dell’autolesionismo, apparentemente sempre a cavallo tra una sbornia e una crisi isterica, ha dato una metaforica manata in faccia ricordando a tutti cosa sia una repubblica parlamentare.
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Come tutti gli esagitati poco presenti a se stessi il ministro è andato a cuccia cercando inutilmente di salvare la faccia. A capeggiare l’aggressione contro la Magistratura (o all’ordine democratico, che è la stessa cosa) sono rimasti Meloni e Salvini che, sprovvisti di strumenti decenti, hanno dato fondo alle loro risorse cercando di riattivare il veleno razzista pazientemente inoculato agli italiani fin dai tempi del governo giallo-verde.
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Secondo Meloni e Salvini gli indennizzi ordinati dalla Magistratura a favore di un uomo arbitrariamente deportato in Albania, di una donna ingiustamente arrestata e di un’organizzazione umanitaria a cui è stata illegalmente sequestrata un’imbarcazione vuol dire “mettersi di traverso” e hanno perfettamente ragione.
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Hanno ragione perchè è proprio quello il compito della Magistratura: Mettersi di traverso tra la legalità e il reato e tra il diritto e l’abuso, fare argine per contenere chi vorrebbe colpire le persone in base alle loro idee politiche, al loro credo religioso, al colore della loro pelle. Casomai dovremmo lamentarci perchè a volte non lo fanno o lo fanno in ritardo come in questo caso.
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Guai a toccare quegli argini, è tutto ciò che ci rimane per contenere l’esondazione del fiume di merda fascista che ha superato il livello di guardia.
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Mario Piazza
19 Febbraio 2026