DA REDAZIONE

SANDRO RUOTOLO – Dalla sua pagina FACEBOOK –
Il mare restituisce, noi respingiamo

Restituiti i cadaveri.
Quindici vite — donne e uomini — inghiottite dal mare mentre cercavano soltanto ciò che ogni essere umano dovrebbe poter inseguire: un futuro dignitoso.
Il mare li ha presi, ma non è stato il mare a volerlo. Noi, Europa.
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Noi, paesi ricchi che si raccontano come culla del diritto, dei diritti umani, della civiltà giuridica. E poi alziamo muri sull’acqua.
Parliamo di blocchi navali come fossero procedure tecniche, come se dietro quelle barche non ci fossero uomini e donne, nonne, madri, figli.
Blocco navale. Parole fredde. Ma in mare le parole pesano come piombo. Perché il mare ha una legge antica: chi è in pericolo si salva. Sempre.
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Intanto lo stesso mare che nelle ultime settimane invade case e strade, in Calabria e in Sicilia restituisce anche corpi: quattro in dieci giorni sul Tirreno calabrese, undici tra Trapani, Pantelleria e Marsala.
Alcuni nudi, altri con pochi stracci, pochissimi con un salvagente. Sono i naufragi fantasma.
Durante il ciclone Harry la Guardia costiera ha segnalato almeno otto barche con circa 380 persone a bordo; per Refugees in Libya i dispersi potrebbero essere almeno mille.
Secondo l’Oim, dall’inizio dell’anno le vittime accertate sono almeno 486, ma centinaia potrebbero non essere registrate.
E noi continuiamo a discutere, a respingere, a esternalizzare.
Continuiamo a convincerci che la sicurezza possa stare in piedi mentre l’umanità affonda.
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