Spunta il nome di Salvini nei files di Epstein e Bannon

DI PIERLUIGI FERDINANDO PENNATI

P. F Pennati

 

Spunta il nome di Salvini nei files di Epstein e Bannon

Nei documenti pubblicati on line dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti appare all’improvviso il nome di Salvini, le 89 volte che viene ripetuto escludono ogni dubbio, si tratta proprio del leader della Lega, attenzione, però, nessuna vicenda a sfondo sessuale o pedofilo, si tratterebbe “solamente” di ipotetici finanziamenti americani al Carroccio.
Ovviamente Salvini smentisce, per lui sono solo “gravi millanterie”.
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Quello che emergerebbe da alcune mail, sarebbe un presunto interesse del finanziere per la politica europea e per l’ascesa dell’estrema destra, in particolare Steve Bannon scriverebbe nella primavera del 2019 di essere «concentrato a raccogliere i soldi per Le Pen e Salvini così che possano effettivamente candidarsi con liste complete» alle elezioni europee. Fondi che per la lega non sono ma esistiti.
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Il periodo in questione è compreso tra il 2018 ed il 2019 durante il primo mandato di Trump come presidente degli Stati Uniti e mentre la lega, prima associata, si separava dal Movimento 5 Stelle provocando il crollo del governo Conte I. Il carteggio incriminato tratta una vicenda più ampia del solo affaire Salvini, mostrando un interesse di Epstein per le vicende politiche dell’intera Europa parlando di possibili strategie per aumentare il peso delle destre sostenendo leader importanti come Salvini, Orbán e Le Pen e prospettando la possibilità in caso di grande successo europeo di nuove elezioni in Italia per sovvertire il governo.
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Già nel 2018 Bannon e Salvini si sarebbero incontrati a Roma per discutere con l’americano che si occupa della costruzione della rete internazionale di partiti populisti The Movement di come scuotere l’Europa nelle sue fondamenta. L’idea di Bannon per l’Italia sarebbe stata una crisi di governo scatenata da Salvini per andare al voto anticipato e capitalizzare il consenso in crescita. In tutto questo Epstein sarebbe entusiasta e Bannon fiero di esserne il padrino a distanza.
La realtà, però, è stata differente, anche se davvero la caduta del governo Conte I avesse seguito un copione americano architettato da Epstein e Bannon, nei fatti nato subito dopo il governo Conte II ponendo Salvini e la lega all’opposizione.
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Oltre ai fati avversi la Lega, oggi, smentisce categoricamente affermando che al momento la questione sia solo citata dai media e che in ogni caso “la Lega non ha mai chiesto né ricevuto finanziamenti” da quei soggetti trattandosi, quindi di “gravi millanterie” in “un’operazione che ricorda tristemente la campagna di fango sui presunti sostegni economici russi”. Quest’ultimo riferimento è alla vicenda Metropol, la cui inchiesta, su una presunta trattativa del 2018 con presunti intermediari russi su una compravendita di petrolio che avrebbe dovuto portare 65 milioni di dollari le casse della Lega, è stata chiusa con l’archiviazione.
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Ovviamente il Carroccio e Salvini minacciano azioni legali, mentre noi attendiamo di sapere se l’ingerenza di altri Stati nella nostra politica sia reale e, nel caso, se si tratta di una piacevole “esportazione di democrazia” o, che venga da est o da ovest, solo una “intollerabile dittatura imperialista”…
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Pierluigi Ferdinando Pennati
4 Febbraio 2026