Salvini, addio

DI MARIO PIAZZA

Mario Piazza

 

Salvini, addio

Bene così, il contributo macchiettistico di Vannacci alla politica italiana è servito a qualcosa.
Che si trattasse di un personaggio caricaturale era evidente fin dalla sua prima apparizione, quando con raro sprezzo del ridicolo prese a calci grammatica e sintassi nel suo libercolo.
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Uno così poteva accasarsi soltanto con la Lega e l’ha fatto riducendone il consenso di alcuni punti. Nulla di strano che da quelle parti l’unico a rammaricarsi per il “tradimento” di ieri sia Salvini, un altro fenomeno da baraccone che, politicamente e culturalmente parlando, non sarebbe capace di trovare il proprio cu*o con le mani ma che ciò nonostante campa alle nostre spalle da più di trent’anni.
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La prova del fuoco arriva ora. Non tanto per il generaletto che non raggiungerà mai lo sbarramento del 3% e che per non scomparire tenterà di nuovo di intrufolarsi nella coalizione meloniana abbandonando il povero Pozzolo, l’uomo della pistolina di capodanno che gli fa da scudiero, come un cane in un autogrill.
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La prova dovrà affrontarla Forza Italia perchè davanti a un partitello dichiaratamente fascista che chiama eroi i criminali della X Mas non potrà più far finta di niente per mantenere una postura pseudo liberale, ma la prova più grande dovranno affrontarla il presidente della repubblica e la Costituzione che Mattarella ha giurato di difendere, quella che alla sua XII disposizione “vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.
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Sarà questo l’unico “Futuro Nazionale”, stiamo a vedere.
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Mario Piazza
4 Febbraio 2026