DI CLAUDIA SABA

La tragedia di Niscemi

Ho visto le immagini delle persone sfollate dalle loro case a Niscemi.
1300 persone che in tre secondi hanno perso tutto.
I ricordi, i riti quotidiani.
Le abitudini di una vita intera.
E all’improvviso si sono
ritrovati a vivere in una stanza comune senza le piccole cose con cui hanno costruito la loro vita.
Il pigiama preferito, il
piatto speciale preparato con cura.
Quel momento della sera quando tutto tace e parlano i tramonti.
Tutto svanito in un attimo.
Li ho guardati negli occhi mentre sfilavano confusi davanti ai curiosi malati di pietismo.
Qualcuno si nascondeva, qualcun altro piangeva, altri se ne stavano muti in un angolo, increduli davanti a quel dramma che li aveva travolti.
Tutti con il dolore di chi non Sa come sarà “domani”.
Ed ho pianto.
Per loro e per tutti noi, che non sappiamo più scegliere la libertà di essere noi stessi.
Sudditi del potere, piegati all’interesse di pochi, senza più il coraggio ne’ la voglia di combattere.
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Claudia Saba
4 Febbraio 2026