Franco Gabrielli, una vita intera da poliziotto e da uomo di Stato

DI MARIO IMBIMBO

 

Franco Gabrielli, una vita intera da poliziotto e da uomo di Stato

È stato Prefetto, Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza ed anche Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Franco Gabrielli ha trascorso una vita intera da poliziotto e da uomo di Stato ed oggi intervistato da Repubblica ha espresso parole importanti sul tema della sicurezza e non solo.
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“Penso che questo sia il momento di difendere chi indossa una divisa. Non solo dai violenti ma anche dagli incantatori di serpenti. Ovvero: tutti quelli che usano gli operatori di polizia come una bandiera propagandistica, promettendo scorciatoie e soluzioni miracolose che, alla prova dei fatti, non proteggono proprio nessuno. A cominciare da chi indossa una divisa”.
Chissà a chi si riferiva con “incantatori di serpenti”.
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E poi ancora: “il fermo preventivo? Non funzionerà. Perché difficilmente produrrà degli effetti significativi nella gestione dell’ordine pubblico. In compenso, rischierà di radicalizzare ulteriormente lo scontro, di irrigidire ancora di più i rapporti già tesi nelle piazze, di comprimere in modo significativo altri spazi di libertà. È fumo negli occhi, è propaganda securitaria a finanza zero”.
E ancora: “Moltiplicare ogni volta le figure di reato serve solo a eludere le domande chiave: come si governa davvero l’ordine pubblico? E che ordine pubblico merita un Paese democratico? Come si evita di esporre i reparti in servizio di ordine pubblico in modo prolungato e logorante al rischio? Qualcuno si è chiesto su chi si scarica il costo di un’assenza di strategia chiara e di una reale capacità di leggere i contesti? Ve lo dico io: sui singoli poliziotti e su tutti coloro che in piazza vanno pacificamente per esercitare un diritto costituzionalmente protetto”.
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Per concludere “Bisogna riconoscere che una democrazia sa e può difendersi da ciò che la minaccia senza snaturarsi. Senza creare stati di eccezione permanente, senza allargare il perimetro di coloro che, in ragione della loro funzione, godono di uno status di immunità. Perché questo mina e tradisce la fiducia del Paese.
Allontana i cittadini dalle istituzioni e da chi le rappresenta. E la fiducia e la libertà dei cittadini sono le condizioni irrinunciabili di qualunque modello”.
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Di fronte a queste parole chi invoca “mani libere” per le forze dell’ordine o poteri eccezionali provi a vergognarsi se ancora conosce il significato della parola vergogna.
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Mario Imbimbo
4 Febbraio 2026