DI CLAUDIA SABA

Stiamo tornando al Medioevo. E qualcuno lo dice pure a voce alta!

Nostalgici del patriarcato in consiglio comunale.
.
Succede a Formigine dove un consigliere comunale di centrodestra, Righi Riva, ha avuto il coraggio di affermare che il diritto di voto alle donne sarebbe stato “un attacco all’unità familiare”.
Rileggetela bene questa frase.
Perché dice molto del pensiero politico della destra che ci governa.
Ed è un pensiero che fa paura.
Dire che il voto alle donne distrugge la famiglia significa che la donna, se pensa, se sceglie, se vota, diventa un problema.
Che il suo ruolo “naturale” dovrebbe essere il silenzio, l’obbedienza, l’ombra. Occuparsi della “conduzione familiare”.
Che una famiglia può esistere solo se la donna smette di essere persona.
Questi uomini non ci vedono come cittadine ma come funzione.
Come proprietà. Come una loro appendice e non come individuo.
E quando parlano di “unità familiare”, in realtà parlano di controllo.
Fa rabbia vedere questa destra, portare avanti una narrazione regressiva, moralista e punitiva nei confronti della donna.
Una destra contro l’autodeterminazione, contro i diritti, contro la libertà femminile.
Un doppio salto all’indietro che vuole togliere alle Donne un diritto alla volta.
Con una frase che sembra “buttata li’ per caso” ma non è affatto per caso.
Siamo davanti a un’idea destrorsa che vuole riportare indietro le donne per confinarle ai margini della società.
E questo, per una donna, non è accettabile.
Perché non si sta parlando del passato ma del futuro che vorrebbero per noi.
Un futuro in cui le donne non contano più.
.
Claudia Saba
2 Febbraio 2026