DI MARIO PIAZZA

Terroni del nord

Tra le poche cose che accomunano il settentrione e il meridione d’Italia possiamo iscrivere senza paura di essere smentiti l’incuria del territorio. Dal Vajont a Niscemi, passando per una lunga serie di alluvioni, di incendi, di frane e di manufatti lasciati a marcire come il ponte Morandi. Possiamo incolpare le amministrazioni locali, lo stato centrale, i delinquenti dei consigli d’amministrazione e quelli con la lupara in spalla o chiunque altro, l’unica che alla prova dei fatti è al di sopra di ogni sospetto è la latitudine.
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Eppure “certi amori non finiscono”, come quelli di Venditti “fanno giri immensi e poi ritornano”. Amori tossici come l’antimeridionalismo che con la Lega di Salvini è arrivato al governo e da lì è andato ad annaffiare le radici profonde dei figli e dei nipoti di quelli che a metà del secolo scorso appendevano i cartelli “non si affitta ai meridionali” per poi alzare il tiro con “Forza Etna, Vesuvio svegliati”.
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Beh, cari terroni del nord, ve lo voglio dire con chiarezza: Vi compatisco.
Compatisco la vostra ignoranza ma ancor più compatisco il vostro bisogno di sentirvi meno sfigati alzando barriere contro chi è più sfigato di voi. Non vi bastavano gli immigrati e quelli che con un vocabolo tanto idiota quanto osceno chiamate “maranza”, la malapianta razzista e vigliacca ha allargato il campo alle migliaia di famiglie che a Niscemi stanno vivendo un dramma inimmaginabile.
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Mario Piazza
1Febbraio 2026