DI MARIO IMBIMBO

Per fortuna Ranucci c’è

Ieri infatti a In Altre Parole hanno chiesto il suo punto di vista sulle violenze di Torino:
“È uno schema che si ripete purtroppo. Ma in questo contesto è ancora più dannoso e pericoloso perché finisce col giustificare quella democrazia del controllo e della sorveglianza che è tanto cara a una parte degli Stati Uniti, che è la tecnodestra americana, e che ci ha invaso già da anni e che questo governo sta portando avanti in maniera esemplare. Qui invece bisognerebbe avere la lucidità e la forza di dire a tutti: ‘Diamoci una calmata’. Meloni ha detto che sono nemici dello Stato? Io credo che la maggior parte di questi lo Stato li conosca. Bisogna chiedersi perché non sia intervenuto prima, anche solo per evitare un sospetto che questi scontri servano a quel meccanismo della sorveglianza, ma anche a un altro sospetto: a rovinare quella parte sana che ha partecipato a queste manifestazioni con motivazioni e ragioni serie.
Vorrei che si evitasse questo. Quelle persone hanno ragione di protestare, di chiedere dei luoghi di incontro, di raccolta e di socialità che mancano”.
Ed il punto è esattamente questo
E cioè le scelte politiche alla base delle proteste. Mentre i fascisti di casa Pound sono ancora lì, in un immobile pubblico ed altri fascisti vengono invitati alla Camera a parlare di Remigrazione, ovvero di politiche biecamente e palesemente razziste, per fortuna scacciati dai nostri parlamentari, il centro sociale Askatasuna viene sgomberato.
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Quel centro sociale è stato un presidio culturale e antifascista fondamentale per la città distinguendosi per l’organizzazione di concerti, festival, presentazioni di libri e momenti di socialità fuori dalle logiche di mercato. Guarda il caso a volte è entrato nel mirino di questo Governo e sgomberato.
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Oggi il rischio concreto che attraversiamo è quello di sdoganare e rivivere una nuova stagione di autoritarismo e fascismo che ormai si palesa con sempre più evidenza. L’antifascismo deve tornare ad essere, come hanno detto i nostri parlamentari nell’impedire proprio ingresso alla Camera, pratica quotidiana.
Oggi come ieri ci tocca resistere, resistere, resistere.
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Mario Imbimbo
1 Febbraio 2026