Tertium non datur

DI MARIO PIAZZA

Mario Piazza

 

Tertium non datur

Conforta vedere i partiti dell’opposizione che si prendono a braccetto per buttare fuori dal Parlamento una formazione dichiaratamente fascista come Casapound.
Rattrista invece constatare che per mettere da parte le loro divisioni, in gran parte strumentali e legate al consenso elettorale, ci sia stato bisogno di un tentativo di sfregio all’Italia repubblicana.
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Una ignobile gazzarra promossa dal governo che prima della frana democratica a cui stiamo assistendo sarebbe stata risolta dall’arrivo di un paio di volanti dei Carabinieri.
Una frana, come quella che, un metro alla volta, a Niscemi sta inghiottendo l’intero paese. Davanti a un disastro annunciato non si può far finta di niente sperando che si risolva da sé, non si può perdere tempo con l’ordinaria amministrazione, non si possono indebolire i contrafforti litigando o approfittando della situazione per trarne qualche vantaggio, e meno che mai si possono rispettare gli iter burocratici e formali concepiti per situazioni normali.
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Abbiamo lasciato che la crisi democratica innescata da Berlusconi nel 1994 si trasformasse in un’emergenza, in un allarme rosso che solo gli idioti o i disonesti possono continuare a ignorare.
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Al punto in cui siamo arrivati non ci sono vie di mezzo, o si sta dalla parte della protezione civile o da quella della frana.
Tertium non datur.
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Mario Piazza
31 Gennaio 2026