DI ALFREDO FACCHINI

Noi non siamo ANTISEMITI. Noi siamoANTISIONISTI

Nella giornata della memoria l’accusa di antisemitismo rivolta contro chi sostiene la causa palestinese è insopportabile.
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La Shoah è stata una tragedia immane, impressa nel cuore di tutti gli antifascisti. Quindi basta con le falsificazioni. L’unica verità certa è che ad oltraggiare in modo osceno e indelebile quella Memoria è solo e soltanto il governo terrorista di Israele, con il Genocidio di Gaza è l’occupazione della Cisgiordania, Punto.
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Essere antisionisti significa distinguere tra un’eredità etnica, culturale, religiosa, e un progetto politico che, in nome di quella stessa identità, consuma crimini contro un altro popolo. Noi non siamo antisemiti, e guai a chi ci sbatte addosso un simile marchio, un’accusa tanto infame quanto falsa.
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La nostra lotta è contro un’ideologia criminale. Siamo antisionisti, e lo siamo perché rifiutiamo ogni forma di colonialismo, ogni pretesa di superiorità. Non si può commemorare un genocidio compiendone un altro. “Mai più” non è un principio relativo, ma una promessa assoluta.
Ricordiamolo. Oltre alla Shoah, il progetto di “pulizia” e dominio nazista coinvolse milioni di altre persone: Sinti e Rom, Oppositori politici, persone con disabilità, Omosessuali, testimoni di Geova. In totale, si stima che i nazisti e i loro collaboratori, tra cui i fascisti italiani, siano stati responsabili dell’uccisione di almeno 17 milioni di persone attraverso lo sterminio sistematico, le esecuzioni di massa e le condizioni di vita disumane nei ghetti e nei campi.
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Ricordare Auschwitz significa stare dalla parte di Gaza.
Ricordare i campi di concentramento significa riconoscere i ghetti di oggi.
Ricordare i deportati significa non chiudere gli occhi davanti agli assediati, agli affamati, ai bambini palestinesi sepolti sotto le macerie.
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La Memoria non è un lasciapassare morale da esibire mentre si bombarda, si affama, si cancella un popolo. La Memoria è una linea di confine: o la si rispetta tutta, o la si tradisce. Senza scappatoie.
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Chi oggi brandisce la Shoah come scudo politico compie una profanazione. “Mai più” non ammette eccezioni. Non vale solo per alcuni morti, non vale solo per alcune vittime. O è universale, o non è niente. E quando un genocidio viene tollerato, minimizzato, negato, la Memoria smette di essere un argine e diventa una farsa.
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Alfredo Facchini
27 Gennaio 2026