DI CLAUDIA SABA

Giornata della Memoria: ricordare non basta, se non riconosciamo Gaza


Ieri era la Giornata della Memoria.
Una giornata che dovrebbe servire a ricordare.
Ma ricordare non basta, se non siamo capaci di riconoscere ciò che accade oggi.
Perché la memoria, quando si ferma al passato, diventa un rito vuoto.
Una celebrazione che consola, commuove, ma non prende posizione.
Si ricordano i campi di sterminio.
Si ricordano le deportazioni.
Si ricordano i milioni di morti della Shoah.
Poi però, davanti a Gaza, il linguaggio cambia.
Si parla di “operazioni”.
Di “reazioni”.
Di “difesa”.
Ma a Gaza non c’è una guerra come le altre.
C’è la distruzione sistematica di un popolo: civili, bambini, ospedali, scuole, interi quartieri rasi al suolo.
Un massacro che viene giustificato, minimizzato, normalizzato.
E il silenzio pesa.
Pesa ancora di più quando arriva da chi della memoria è diventato simbolo.
La senatrice Liliana Segre, testimone dell’orrore assoluto del Novecento, non riesce a chiamare Gaza per quello che è: una strage di massa, una punizione collettiva, una tragedia umanitaria.
Non è una richiesta di schieramento politico.
È una richiesta di coerenza morale.
Perché una memoria che non sa riconoscere il presente non è memoria.
È rimozione.
È paura.
È complicità.
E una memoria così non onora le vittime di ieri.
Le tradisce.
.
Claudia Saba
28 Gennaio 2026