DI MARIO PIAZZA

Vittime di una natura beffarda
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La generosità non è una delle mie qualità più evidenti, eppure quando vedo Italo Bocchino in televisione non posso fare a meno di assumere quell’atteggiamento di bonaria tolleranza che riservo a chiunque sia vittima di una natura beffarda. Ascolto le sue scelleratezze con un sorriso, con la voglia di offrirgli un braccio come si fa con chi deambula con difficoltà nei percorsi che noi normodotati chiamiamo pensiero.
Disgraziatamente nell’elettorato di questo governo i bocchini non solo pullulano ma ne rappresentano addirittura la parte migliore, quella che riesce a mantenere un atteggiamento composto mentre sciorina le proprie turpitudini ideologiche.
Turpe, non trovo aggettivo più adatto per qualificare ciò che il nostro claudicante Italo ha sostenuto ieri sera dalla Gruber e cioè che criticare Trump equivalga a una mancanza di rispetto per l’elettorato americano che lo ha portato alla Casa Bianca.
Ma ci sei o ci fai, povero Italo?
Dire una cosa del genere non è diverso dall’indossare fez e stivaloni, te ne rendi conto o devo farti un disegnino? Come un federale del ventennio spazzi via con una manata il diritto di critica al regime e insieme a esso qualsiasi nefandezza quel regime abbia compiuto.
Chi ha vinto non governa ma comanda, e gli altri che si fottano.
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Mario Piazza
27Gennaio 2026