DI BARBARA LEZZI

Meloni “promoter di premi Nobel, oggi Trump, e perché no poi anche Netanyahu?



“Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump e confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l’Ucraina, e quindi finalmente anche noi potremo candidare Donald Trump al Nobel per la pace”.
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Così ha detto la Presidente del Consiglio e non sembra neanche vero che chi guida una Nazione come l’Italia, chi si presenta come colei che sposta le decisioni dell’Unione Europea, sia occupata a soddisfare i capricci di Trump che vuole il premio Nobel.
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Ogni giorno muoiono persone in Ucraina, ogni giorno muoiono povere creature innocenti a Gaza uccise dal freddo a cui Netanyahu nega qualsiasi forma di sollievo ma i leader europei si scervellano – con l’acquolina alla bocca e assetati di briciole di potere – per cercare una scappatoia alle Costituzioni scritte grazie al sangue versato dai nostri nonni che impediscono loro di fare la foto insieme a una manica di affaristi e di autocrati intorno al tavolo del Board of Peace. L’aspirazione di Meloni è cedere la sovranità italiana a Trump, a suo genero e a Netanyahu.
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In questi anni, Meloni, con il suo consueto fare da tosta, ha auspicato la vittoria sulla Federazione Russa. Ha, insieme al resto d’Europa, armato gli ucraini e li ha mandati a morire per poi regalarli a Trump come un trofeo inneggiante alla debolezza europea. Quest’ultima voluta dagli USA e conquistata grazie ai leader pavidi e interessati al proprio ombelico.
Non si è impegnata a cercare la pace e a fare dell’Unione europea un soggetto politico forte ma si è sempre accodata ai desiderata della Casa Bianca, al di là di chi fosse il Presidente.
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Ora, nel suo ruolo di promoter di premi Nobel, disconosce se stessa e addio sconfitta russa. Anzi, si può pure dialogare con Putin. Dovrebbe chiedere umilmente perdono a chi è stato insultato solo perché aveva chiesto la pace e il confronto con Putin ben prima che si contassero decine di migliaia di morti e ben prima che si piegasse l’economia europea.
A questo punto, Meloni potrebbe promuovere il premio Nobel per la Pace anche per Netanyahu. È un suo caro amico anche lui, non si deve lasciare indietro. Tanto, i valori occidentali così sbandierati, sono stati nascosti anche dalla narrazione quotidiana. Sono ormai superati, vince chi è più brigante e tutti gli altri in fila col cappello in mano a chiedere qualche mollica di riconoscenza.
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Barbara Lezzi
25 Gennaio 2026