DI MARIO PIAZZA

Dopo il dolore la vergogna

Legittima l’indignazione popolare per la scarcerazione del discotecaro svizzero, vorrei però che il cosiddetto “popolo” facesse uno sforzo per andare oltre lo sdegno verso chi per avidità ha causato un’immane tragedia. Allo strazio per ciò che è accaduto non possiamo non aggiungere la vergogna di Tajani che chiede a un paese profondamente democratico come la Svizzera di seguire la stessa strada che noi stiamo percorrendo, quella che sta mettendo guinzaglio e museruola alla magistratura.
La carcerazione preventiva non è un anticipo di pena, è invece una necessità tecnica per impedire che l’indiziato possa fuggire, o reiterare il reato, o manomettere le prove a suo carico. Se non ricorre almeno uno di questi rischi che soltanto la magistratura inquirente può valutare la carcerazione prima del processo è una forma di giustizia sommaria, quella che Nordio vorrebbe nelle sue mani per carcerare subito i nemici e lasciare gli amici in santa pace. Come nella Russia di Putin, come nell’Ungheria di Orban.
A questo serve la riforma della giustizia architettata dal governo Meloni, a impedire che ciò possa avvenire serve il NO al referendum.
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Mario Piazza
25 Gennaio 2026