La campagna di terrore contro i migranti negli Stati Uniti d’America

DI MICHELE PIRAS

 

La campagna di terrore contro i migranti negli Stati Uniti d’America

La campagna di terrore contro i migranti negli Stati Uniti d’America, assomiglia ogni giorno di più ai rastrellamenti nel ghetto di Varsavia.
Lo stato dell’Unione però è proprio questo.
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Mentre Donald Trump imperversa in tutto il globo terraqueo, c’è un Paese sotto assedio, aggredito e violentato dalla Gestapo presidenziale. Esseri umani inermi, catturati, brutalmente pestati, uccisi nelle loro automobili, trascinati per i capelli, ammanettati in mutande e portati via dalle loro case.
Pulizia etnica, stato di polizia e repressione. E questa sarebbe la più grande democrazia del Pianeta.
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Liam ha solo cinque anni, l’hanno usato come un ostaggio per far uscire il padre allo scoperto, l’hanno deportato e ingabbiato come un animale.
Sul suo volto una paura che non andrebbe mai oscurata.
Fra pochi giorni sarà la giornata della memoria. E allora noi quest’anno vogliamo ricordare proprio tutto.
Che anche allora Adolf Hitler, negli anni ‘30, fu proposto per il premio Nobel.
Che anche allora usarono la parola pace mentre si spartivano la sovranità dei popoli, come accade oggi per Gaza, in Venezuela e in Groenlandia.
Che anche allora il bellicismo nazionalista lavorò a smontare, pezzo dopo pezzo, le fragili istituzioni internazionali, le deboli democrazie e sovranità nazionali in nome del loro spazio vitale, della loro pretesa supremazia razziale e militare.
Che anche allora ci fu chi pretese, con le buone o con le cattive, di annettersi territori considerandoli il cortile di casa.
Che anche allora, per lungo tempo, non si volle vedere ciò che accadeva in Germania, in Italia, in Spagna, la spirale di razzismo e violenza che portò alla guerra e all’olocausto degli ebrei, dei rom, dei sinti, dei comunisti, degli oppositori politici, degli omosessuali, dei disabili, il cancro dei nazifascismi che cresceva in ogni Paese dentro sistemi democratici impoveriti e senza più anticorpi.
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E noi europei anche oggi come allora restiamo a guardare, facendo finta che ciò che accade davanti ai nostri occhi non sia ciò che appare evidente, accontentandoci di tregue che nascondono genocidi, lasciando che alcuni spudoratamente si comportino come i padroni del Mondo, chiamando alleati gli oppressori, aggrediti gli aggressori, democratici i dittatori e i criminali. E così facendo svuotiamo di significato i nostri stessi valori, i nostri principi, le nostre conquiste, la nostra memoria.
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Ma in fondo in questo momento siamo tutti un po’ come Liam, storditi, paralizzati e impauriti, cercando disperatamente l’abbraccio di nostro padre.
Ma come Liam cresceremo e diventeremo un’onda, di cui dovrete avere paura.
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Michele Piras
23 Gennaio 2026