I testimonial del SI al referendum

DI GIANCARLO SELMI

Giancarlo Selmi

 

I testimonial del SI al referendum

Tutta bella gente. Guardate la foto. Tutti testimonial del sì al referendum.
Giudici radiati dalla magistratura, condannati con sentenza definitiva, uno di loro con condanna e accuse di corruzione per compravendita di sentenze. Politici condannati o indagati. Insomma un parterre di lusso quello di Nordio. E poi ci sono due bellissime persone, le due che aggiungono autorevolezza, conoscenza della giustizia (sempre dalla parte degli indagati) e aggiungono “smalto” all’altissimo livello della compagnia: il primo si chiama Palamara ed è il protagonista di un caso più unico che raro.
Quando si parla della “brutta fine” che ha fatto il CSM e, quindi, della necessità di una riforma che lo riformi, scusate il bisticcio di parole, la destra fa riferimento a lui. Il Deus ex machina delle correnti, il manovratore maximo. Il padre di tutti gli impicci. Il diavolo, insomma. Eppure sta con loro, con i destri, gridando contro le correnti, che lui stesso controllava e che ha contribuito a incentivare, gridando la necessità di sorteggio e scrivendo libri con Sallusti. Il diavolo e l’acqua santa risiedono a destra e votano sì.
Palamara passa da essere il testimonial della magistratura “a disposizione”, a esempio. Prova che una parte dei magistrati è già dalla parte di Nordio e, vedendo i curriculum, non sono certamente i migliori. In Italia c’è una ricca storia di sentenze comprate. E, guarda caso, comprava sentenze quello che più di altri, tessera P2 in tasca, questa schiforma voleva appassionatamente. Una parte della magistratura, minima per fortuna, è già agli ordini del governo, lo è sempre stata. Bisogna ridurre all’ubbidienza l’altra parte, quella che rispetta la legge, l’etica e la morale e, per questo, è pericolosa.
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E poi c’è lei, la pitonessa. Quella con gli stivali improbabili pieni di peli cari. La pasionaria dei privè, quella dei vestiti cari e brutti. Quella che mentre umiliava un percettore del reddito, pare che truffasse l’INPS e i suoi dipendenti. Ha ragione a tifare per il , con il rischio di essere rinviata a giudizio per un po’ di reati, incluso quello di bancarotta fraudolenta. Spera in una magistratura asservita, le si può dare torto? “Io speriamo che me la cavo” è il suo attuale motto, da pitonessa si è trasformata in un’altra cosa.
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La foto ci dice una cosa: se non fossimo in Italia e non fossimo abituati a “la Qualunque”, qualche vomitino ci starebbe d’incanto. Ma bastano la Santanchè e Palamara fra quelli che vogliono il sì e, solo per decenza, senza sapere leggere né scrivere, si dovrebbe votare NO. A prescindere.
PS. Solo per inciso. Per il sì sono pure Toti e la Montaruli. Restando in argomento, Bau…
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Giancarlo selmi
20 Gennaio 2026